MVP (Minimum Viable Product): definizione, sviluppo, Lean Startup

MVP: cosa si intende per Minimum Viable Product?

MVP: cosa si intende per Minimum Viable Product?

Che cos’è un MVP?

Chiariamo subito: questo articolo non tratta di Most Valuable Player (miglior giocatore di NBA) e nemmeno di leggendarie squadre di pallacanestro quali i Warriors di Golden State o i Celtics di Boston 🏀😉.

Il concetto di Minimum Viable Product (MVP) è invece legato all’approccio Lean Startup, un metodo agile molto utilizzato nel momento di creazione di un’azienda.

Agisce come un acceleratore per portare un prodotto sul mercato ad un costo inferiore.

Se volete saperne di più sull’MVP, sul perchè realizzarne uno e sul suo funzionamento, vi consigliamo di proseguire nella lettura.

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MVP: definizione

Un MVP (Minimum Viable Product) è una versione minimalista ma funzionale di un prodotto, di un'interfaccia o di un servizio. Permette di testare rapidamente un'idea di business sul mercato, e di approvarla se soddisfa le principali esigenze dei futuri utenti. La raccolta di opinioni su questa prima versione permetterà di guidare efficacemente lo sviluppo e i miglioramenti futuri del prodotto finito.

È una strategia che permette di conoscere il proprio obiettivo, in modo rapido ed economico.

Traduzione italiana

Minimum Viable Product si traduce in italiano con «prodotto minimo funzionante». Tuttavia, si preferisce utilizzare il termine inglese.

I principi del MVP

Per meglio comprendere il significato dell’acronimo, vediamo il significato dei 3 termini singolarmente.

Minimum

Sebbene un MVP non sia un prodotto finito, esso deve funzionare e soddisfare le principali esigenze del vostro target. Poco importa se il vostro prodotto disponga di poche funzionalità, fintanto che risponde ai suoi criteri. Dovrete essere in grado di individuare questa o queste funzionalità minime di cui il vostro prodotto dovrà disporre.

L'obiettivo di fondo è il rapido sviluppo del prodotto, per risparmiare tempo e portarlo sul mercato il più rapidamente possibile.

Questa nozione di minimum va intesa anche in termini di costi, poiché meno caratteristiche ci sono, più economico sarà il prodotto.

Viable

Portare un MVP sul mercato permette anche di testare la sua capacità nel generare valore in termini di ricavi, di immagine del marchio e di riduzione dei costi. È infatti necessario assicurarsi che le risorse implementate per lo sviluppo del prodotto o servizio futuro generino un ritorno sull'investimento (ROI).

Generare ricavi tramite l’MVP, può rappresentare una soluzione vincente per il mondo delle startup, che dispongono solitamente di pochi capitali. Reinvestendo i ritorni generati, queste potrebbero continuare a sviluppare agevolmente le altre funzionalità.

Ciò consente di misurare con maggior precisione l'interesse del target per il prodotto. Se generare interesse ed entusiasmo è utile, assicurarsi che i potenziali clienti siano disposti ad acquistare il prodotto è primordiale. Assegnare uno o più KPI per determinate caratteristiche, quali ad esempio il ROI, vi permetterà di individuare le prestazioni critiche.

Product

Sebbene l'MVP sia solo una versione light del prodotto finito, essa deve essere reale e pronta all’uso. Una buona stabilità tecnica e un'esperienza d'uso ben ponderata sono quindi essenziali. Questa prima versione, per quanto imperfetta, deve sedurre i suoi utenti e non deluderli, evitando ad esempio fastidiosi bug tecnici.

Inoltre, consentendo ai vostri utenti di utilizzare il prodotto in condizioni reali, avete anche l'opportunità di ottenere un feedback rilevante per un ulteriore sviluppo.

MVP: un elemento importante del metodo Lean Startup

Il metodo Lean Startup consiste nel lancio di un prodotto sul mercato basandosi sulla sua sperimentazione. Portato alla ribalta nel 2008 da Eric Ries, questo metodo agile, per lanciare il suo MVP, parte dalle necessità degli utenti, e segue un ciclo iterativo costruire-misurare-imparare (build-measure-learn). L’idea cardine è di imparare facendo, e di basare lo sviluppo il più possibile sul feedback degli utenti:

  • costruire un prodotto il prima possibile e testarlo coi clienti;
  • misurare ciò che ha funzionato e ciò che invece necessita di migliorie;
  • imparare dai feedback per proporre una versione aggiornata.

Seguire il metodo Lean Startup, permette di realizzare la vostra idea rapidamente e con un costo contenuto.

Perchè fare un MVP?

Per risparmiare tempo

Come si è già detto, concentrarsi su una o più funzionalità essenziali permette di sviluppare un prodotto molto più velocemente e di ridurre il cosiddetto time to market.

E non è poco poiché spesso, il mercato è dominato da coloro che per primi sono entrati in un determinato settore. Testare il prodotto quanto prima vi farà risparmiare tempo preziosi. I feedback ricevuti vi forniranno preziose informazioni sulle loro esigenze, e saranno ancor più utili di una ricerca di mercato.

Per evitare un salto nel vuoto

Lavorare su un prodotto per mesi (o anni), e lanciarlo solo quando è perfezionato, significa rischiare che il prodotto non risponda alle necessità degli utenti finali.

Mostrando il prodotto in anticipo, vi assicurate che questo risponda davvero alle esigenze. Le ricerche di mercato, per quanto ben condotte, si baseranno sempre su ipotesi, mentre il feedback degli utenti è molto più concreto.

Risparmiare risorse

Anziché spendere molto per sviluppare un prodotto perfetto, concentrerete le vostre risorse sulle funzionalità più rilevanti. Se il prodotto piace, grazie ai feedback saprete precisamente dove investire. Se invece non piace, avrete comunque risparmiato e potrete proporre un prodotto diverso, più vicino alle esigenze dei clienti.

Come funziona l’MVP

Le diverse fasi

Studiare il mercato

Studiare e comprendere il mercato di riferimento è un prerequisito importante.

Analizzate il comportamento dei vostri competitor, e saprete come posizionarsi rispetto a questi. Raccogliendo quante più informazioni possibili sul vostro target di riferimento, sarete in grado di elaborare un profilo (marketing persona) e di cercare di rispondere al meglio ai problemi che si trovano ad affrontare, elencando le caratteristiche.

👉La domanda da porsi: cosa bisogna costruire?

Trovate una o più funzionalità chiave (killer feature)

A questo punto dovrete identificare le funzionalità essenziali che da sole vi permettono di rispondere all’80% del bisogno. Concentrandosi su questa funzionalità costruirete il vostro MVP.

👉La domanda da porsi: da dove cominciare?

Sviluppo

Potete ora procedere con la costruzione del vostro MVP:

  • progettazione. Iniziate dall’aspetto visivo del vostro prodotto, sia esso fisico o virtuale;
  • sviluppo. Grazie al vostro lavoro, il team di sviluppo può affrontare il lavoro con una visione chiara di ciò che deve produrre senza dover dedicare troppo tempo alle specifiche. L'obiettivo è rilasciare l'MVP in poche settimane (a seconda della complessità del progetto);
  • test. Una volta sviluppato, assicuratevi che soddisfi le aspettative raccogliendo le impressioni del possibile pubblico. La fase di test può essere svolta in interno oppure chiedendo a persone del vostro entourage.

👉La domanda da porsi: come sviluppare il più rapidamente possibile?

Complimenti, il vostro MVP è pronto. potete lanciarlo sul mercato!

Ottenere feedback

Prima di fare un lancio in grande stile, vi suggeriamo di proporlo ad una piccola comunità di early adopters. Ad esempio coloro che si saranno registrati in anticipo per testare la versione beta.

Per testare il vostro prodotto, potete offrire una prova gratuita. Questa pratica è efficace per reclutare utenti che potrebbero non conoscervi ancora e che non sono disposti a pagare senza sapere quanto vale il vostro prodotto. Scaduta la prova, saprete se il vostro prodotto li ha convinti e se questi sono pronti a pagare.

Ora, dobbiamo verificare:

  • se gli utenti sono interessati al prodotto;
  • se lo scaricano, comprano o utilizzano;
  • se sì, per quali ragioni?
  • qual è il loro feedback?

Per raccogliere le opinioni, occorre moltiplicare i punti di contatto. Tramite una chat room sul proprio sito web, inviando mail con un questionario da compilare e/o lanciando campagne pubblicitarie su Facebook per osservare se i tassi di click e di conversione sono buoni.

👉 La domanda da porsi: come raccogliere e analizzare i feedback?

Migliorare

Una volta ricevuti i feedback, occorre analizzarli e stilare una lista di:

  • ciò che ha funzionato,
  • ciò che manca,
  • ciò che bisogna cancellare.

A seconda dei feedback, può essere necessario un cambio di strategia relativo al posizionamento del prodotto, al cambiamento delle funzionalità chiave, al cambiamento dei mezzi di distribuzione, ecc.

Non abbiate paura di attuare tutti i cambiamenti richiesti, e effettuare una virata a 180°, se necessario. Perché è proprio questo l’obiettivo: non esistono fallimenti, ci sono solo opportunità di apprendimento.

👉 La domanda da porsi è: come migliorare l’MVP?

Ricominciare

Una volta le modifiche effettuate, testate nuovamente il vostro MVP sul mercato.

3 consigli per un MVP di successo

  • concentratevi sul minimo indispensabile. Anche se una funzionalità vi sembra geniale o rivoluzionaria, se non è essenziale per il funzionamento, non sviluppatela;
  • sviluppate il più rapidamente possibile. I diversi team (tecnici, marketing, creativi, ecc.) devono privilegiare metodi agili e utilizzare software collaborativi per facilitare gli scambi. Software per la gestione progetti quali ClickUp, Basecamp o Clarizen possono aiutarvi in questo compito.

    Inoltre, non cercate la perfezione, i miglioramenti e la messa a punto si effettueranno in un secondo momento. Uno dei cofondatori di LinkedIn, Reid Hoffman ha illustrato bene questo concetto:

“Se non ti vergogni della prima versione del tuo prodotto significa che l’hai lanciato troppo tardi.”

  • trovate il giusto equilibrio tra fattibilità e estetica. Attenzione a non cadere nell'eccesso di un prodotto funzionale ma non piacevole da usare, o viceversa. Il vostro MVP deve farvi venire voglia di usarlo e non deludere i vostri utenti.

Da MVP a MAP (Minimum Awesome Product)

Il concetto di MVP è nato nel 2008, quando l’esperienza clienti ed il design dei prodotti digitali erano molto meno sviluppati. Nel mondo ultra concorrenziale di oggi, dov’è sempre più facile lanciare un nuovo prodotto, proporre funzionalità base che funzionino, non è più sufficiente.

La fluidità dell'esperienza utente ed il design sono elementi altrettanto importanti che fanno la differenza oggi. Oggi l’MVP deve necessariamente generare entusiasmo nel vostro pubblico target ed essere dotato di quel qualcosa in più che rende il vostro prodotto indispensabile per loro. Si parla quindi sempre più di Minimum Awesome Product (Prodotto Minimo Fantastico) che rappresenta in un certo senso l’MVP dei tempi moderni.

E voi? Vi è mai capitato di costruire e lanciare un MVP? Che cosa avete imparato?

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