Acconto IVA: calcolo, scadenza e nuove regolamentazioni

Da Giorgia Frezza
Il 12/03/21
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Come calcolare l’acconto IVA? Qual è la procedura per il pagamento online? E come evitare i classici tranelli sulle scadenze e proroghe in continua evoluzione ?

L'IVA, imposta sul valore aggiunto, è una tassa raccolta dalle aziende e pagata al Tesoro. E l’acconto IVA è una parte dell’IVA da pagare in maniera anticipata. A meno che non rientrate tra le società esenti da IVA, la vostra impresa dovrà pagare l’acconto IVA.

Che la contabilità della vostra azienda rientri nel regime semplificato o il sistema ordinario, l’acconto IVA da dichiarare deve essere calcolato correttamente, secondo gli obblighi contabili da rispettare.

Nel nostro articolo affronteremo tutti questi punti con precisione per potervi aiutare a comprendere meglio l’acconto IVA.

Acconto IVA: cos’è

Come abbiamo accennato, l’acconto IVA consiste nel pagare allo stato una parte dell’IVA per l’anno successivo.

La cifra dell’acconto IVA si calcola basandosi sempre sui documenti contabili dell’anno precedente. Per determinare il montante da versare all’Agenzia delle Entrate, ci sono tre metodi distinti che andremo ad analizzare in seguito più nel dettaglio.

La scadenza ordinaria per il pagamento dell’acconto IVA è stata stabilita al 28 dicembre di ogni anno.

Acconto Iva: a chi spetta pagarlo?

L’acconto IVA è un’imposta che deve essere pagata allo stato, entro la data stabilita, per:

  • i soggetti che esercitano attività con partita IVA
  • gli enti pubblici territoriali che effettuano operazioni effettuate imponibili

Ovviamente ci sono delle categorie che sono esonerate dal pagamento dell’acconto IVA:

  • coloro che hanno deciso di chiudere la partita IVA e sottoscrivere la loro attività a un regime speciale come il regime forfettario o gli agricoltori esonerati
  • coloro che hanno aperto un’attività commerciale durante l’anno in corso o l’hanno liquidata prima del 30 novembre (per la liquidazione mensile) o 30 settembre (per la liquidazione trimestrale)
  • coloro che hanno contabilizzato un credito IVA inferiore a 103,29 nell’ultimo periodo dell’anno precedente

Acconto Iva: come si calcola?

Per calcolare l’acconto IVA, esistono tre modi approvati e riconosciuti dall’Agenzia delle Entrate.

Metodo Storico

Il metodo storico è la tipologia di calcolo privilegiata dalle imprese. Tramite questo metodo, l’acconto IVA viene contabilizzato in base alla quota o acconto versato per il mese o di dicembre o dell'ultimo trimestre dell’anno precedente.

Questa quota viene calcolata sulla base dei seguenti dati:

  • la liquidazione periodica del mese di dicembre dell’anno precedente, se consideriamo i contribuenti mensili;
  • l’importo a debito che compare sulla dichiarazione IVA relativa all’anno 2019, se prendiamo in considerazione i contribuenti trimestrali ordinari;
  • la liquidazione periodica del quarto trimestre dell’anno precedente, se ci si riferisce ai contribuenti trimestrali speciali (ad esempio, gli autotrasportatori)

Quindi l’acconto IVA corrisponde all’88% di questa quota calcolata e versata nell’anno precedente.

Metodo Previsionale

Anche nel metodo previsionale, l’acconto IVA corrisponde all’88% della quota versata. Ma il periodo e la base di dati sui quali questa quota viene calcolata sono differenti dal metodo storico.

Il metodo previsionale prevede che la finestra di calcolo per l’acconto IVA sia compresa tra il 31 dicembre del corrente anno o l’ultimo trimestre dello stesso.

Per la base dei dati contabili, questo metodo opera una distinzione in base alla tipologia di contribuente:

  • i contribuenti mensili considerano l’Iva che dovranno versare per il mese di dicembre;
  • i contribuenti trimestrali ordinari si baseranno sulla dichiarazione annuale IVA;
  • i contribuenti trimestrali cd “speciali” faranno riferimento a quella che sarà l’Iva relativa all’ultimo trimestre dell’anno.

Metodo Analitico

Il metodo analitico si discosta maggiormente dai due precedenti.

Con questo metodo, l’ammontare dell’acconto IVA è pari al 100% della liquidazione IVA contabilizzata. Anche in questo caso, le date e la tipologia di contribuenti contribuiscono alla base di calcolo della quota versata.

Nel metodo analitico, vengono prese in considerazione le operazioni contabilizzate:

  • dal 1 al 20 Dicembre del corrente anno per i contribuenti mensili
  • dal 1 Ottobre al 20 Dicembre per i contribuenti trimestrali.

Adesso che i metodi di calcolo dell’acconto IVA sono più chiari, possiamo procedere all’analisi delle scadenze di questa imposta da versare all’Agenzia delle Entrate.

Acconto Iva: quando scade?

La scadenza ordinaria dell’acconto IVA 2020 è il 28 dicembre. Tuttavia, delle nuove regolamentazioni hanno posticipato la scadenza al 16 marzo 2021. La legge in materia non è chiara e ha sollevato molti dubbi sul pagamento dell’acconto IVA per quest’anno. Cercheremo, quindi, di fare un po’ di chiarezza sulle nuove regolamentazioni emanate dallo stato italiano.

Acconto Iva: chi rientra nella proroga

Il 30 novembre 2020 è stato approvato e messo in atto l’articolo 2 del decreto Ristori quater n. 157. Alla luce di questo nuovo articolo, le scadenze di IVA, “ritenute e contributi di dicembre” sono soggette a proroga.

Ovviamente l’acconto IVA non è specificamente menzionato nell’articolo, ma si pensa che questa legge si riferisca in modo omnicomprensiva a tutti i versamenti concernenti l’IVA. Per questo motivo, si spera che l’Agenzia delle Entrate faccia più chiarezza sull’argomento, ma l’interpretazione generale della legge propende per una proroga estesa anche all’acconto IVA.

Andiamo, quindi, ad analizzare i soggetti che rientrano nella proroga dell’acconto IVA dal 28 dicembre al 16 marzo 2021.

Le attività che rientrano nella proroga dei versamenti dell’acconto IVA per il mese di dicembre sono le seguenti:

  • i soggetti che hanno concluso l’anno contabile con una partita IVA che mostra dei ricavi o compensi inferiori a 50 milioni di euro nel 2019.
  • le partite IVA che nel mese di novembre 2020 hanno contabilizzato una diminuzione di fatturato o corrispettivi pari almeno al 33% rispetto allo stesso mese del 2019.
  • i titolari di partita IVA che hanno aperto un'attività commerciale dopo il 30 novembre 2019, senza vincoli relativi alla perdita registrata.
  • gli enti o i soggetti che esercitano le attività economiche sospese ai sensi dell’articolo 1 del DPCM del 3 novembre 2020, su tutto il territorio nazionale;
  • i ristoranti in zona arancione e in zona rossa;
  • i soggetti che esercitano attività incluse nell’elenco di codici ATECO presente nell’allegato 2 del decreto Ristori quater bis;
  • agenzie di viaggio, tour operator o alberghi in zona rossa alla data del 26 novembre 2020.

I versamenti a cui è stata concessa una proroga dovranno essere pagati entro il 16 marzo 2021. Le categorie che rientrano in questo rinvio del pagamento non subiranno sanzioni e non dovranno pagare interessi aggiuntivi.

Inoltre avranno la possibilità di pagare in un’unica soluzione o in un massimo di 4 rate mensili.

Acconto IVA: modalità di pagamento

Adesso che sappiamo come calcolare l’acconto IVA e quali sono le scadenze, ci resta solamente pagarlo. Ma quali sono le modalità?

Il processo di pagamento è molto semplice e chiaro: bisogna pagare l’acconto IVA compilando il modello F24, disponibile online.

In base al tipo di liquidazione periodica, ci sono due codici differenti:

  • il codice tributo 6013 per la liquidazione mensile
  • il codice tributo 6035 per la liquidazione trimestrale

L’acconto IVA versato viene, quindi, pagato attraverso la somma totale dovuta ai contribuenti. Anche in questo caso, la somma dei contribuenti da prendere in considerazione cambia in base al tipo di liquidazione:

  • di dicembre per la liquidazione mensile
  • della dichiarazione annuale Iva per liquidazione trimestrale
  • del quarto trimestre per i trimestrali speciali

Sanzioni per mancato pagamento dell’acconto IVA

E se l’acconto IVA non viene pagato? O si è verificato un ritardo nel pagamento?

La vostra società può andare in contro a un’ammenda che può raggiungere il 30% dell’importo dovuto più gli interessi.

Esiste, tuttavia, un modo per evitare queste sanzioni attraverso il metodo chiamato del ravvedimento operoso, che viene rappresentato con il codice 8904. Questa opzione prevede un’aliquota ridotta calcolata a seconda dei giorni intercorsi tra la data di scadenza e il pagamento effettivo.

Come abbiamo visto, l’acconto IVA può essere un argomento complicato soprattutto a causa delle nuove regolamentazione poco chiare. Tuttavia, adesso conoscete tutti le scadenze e le modalità per pagare l’acconto IVA in sede di dichiarazione annuale dei redditi per non sbagliarvi.

Se avete ancora delle domande, non esitate a porle.

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