Come fare un bilancio? L’analisi step by step

di Giorgia Frezza, il 05/02/21
come fare un bilancio

Situazione patrimoniale e finanziaria, rendiconti finanziari: redigere un bilancio aziendale vi fornisce queste informazioni e molte altro sullo stato di salute della vostra impresa. Ma come fare un bilancio correttamente? Non sembra facile, ma oggi cercheremo di mostrarvi che in realtà è un’operazione più semplice del previsto.

Oggi, quindi, Appvizer vi accompagna alla scoperta del bilancio, con l’obiettivo di analizzare le componenti del bilancio d’esercizio e fornirvi i mezzi per leggere i documenti contabili che ne fanno parte.

Dopo basterà solo mettere insieme i pezzi del puzzle.

Cominciamo allora!

Fase preparatoria

Stabilire i punti di riferimento

Il bilancio è una "fotografia" della situazione finanziaria dell'azienda in una determinata data.

Per esempio, gli importi mostrati nel bilancio datato 31 dicembre dell'anno N rappresentano tutte le transazioni registrate fino al 31 dicembre di quel dato anno.

Per la maggior parte delle aziende, il bilancio viene preparato alla fine dell'anno (o anno fiscale), ma può anche essere preparato alla fine di ogni trimestre, mese o in qualsiasi altro momento. Ogni impresa decide il periodo amministrativo che un bilancio deve rispettare.

Per questo motivo è importante verificare i documenti di governo dell'azienda, come lo statuto o l'atto costitutivo, in quanto ci forniscono la cadenza con cui cui viene fatto un bilancio in un data azienda. Di solito, tuttavia, viene privilegiata la fine dell’anno perché il bilancio è un modo efficace per verificare gli stock di merci.

Verificare i conti

Potrebbe essere un’osservazione banale, ma è di vitale importanza verificare che i conti siano aggiornati e registrati correttamente. Infatti redigere un bilancio con dei dati non corretti si rivela inutile. Quindi bisogna accertarsi che:

  • i dati relativi alle partite da liquidare e da incassare siano stati elaborati
  • la riconciliazione dei conti bancari sia in ordine
  • gli acquisti e le vendite di merci e prodotti siano stati registrati
  • di segnalare eventuali partite che potrebbero non essere registrate alla data di riferimento del bilancio

Raccogliere eventuali informazioni mancanti

Una volta che abbiamo passato al vaglio tutti i documenti facenti parte del bilancio e abbiamo riscontrato la presenza di lacune, è opportuno andare alla ricerca dei documenti utili e necessari per poter redigere un bilancio corretto e completo.

Chiarezza, veridicità e correttezza

Secondo i principi contabili nazionali emanati dall’OIC, un bilancio deve rispettare i concetti di chiarezza, veridicità e correttezza. Tuttavia, l’OIC non ha fornito alcuna definizione precisa e esplicita di tali concetti.

Per questo motivo il legislatore civilistico affida al redattore del bilancio un insieme di principi e criteri di valutazioni conformi agli articoli 2423, 2423bis e 2426, tramite i quali si arriva alla redazione di un bilancio legale ovvero un bilancio in forma ordinaria, in linea con le norme vigenti.

Ovviamente, un bilancio legale rispetterà anche i tre principi sopracitati.

Ma, a livello pratico, in che modo le aziende devono redigere il bilancio? Cosa significa rispettare gli articoli 2423, 2423bis e 2426?

Il Dott. Bruno Ricci ha elaborato quella che lui stesso chiama la Regola d’Oro e che vi aiuterà a redigere un bilancio conforme alle leggi.

Dovete consegnare agli aventi diritto tutte le informazioni su attività, passività, patrimonio netto, ricavi, costi e flussi di cassa che avreste voluto ricevere nel caso in cui la vostra posizione fosse invertita

Dott. Bruno Ricci, altalex

Questa regola si è rivelata talmente efficace che è stata portata all’attenzione degli International Accounting Setters (OIC, EFRAG, EFFAS, IASB, AIAF) durante il meeting internazionale tenutosi presso Intesa San Paolo nel 2017.

I 6 principi per costruire il bilancio d’esercizio

Abbiamo cercato di raggruppare in modo sintetico delle regole infallibili che vi aiuteranno a comprendere meglio il funzionamento del bilancio d’esercizio e che vi aiuteranno nella sua redazione.

  1. La colonna dell’attivo e del passivo dello stato patrimoniale devono sempre coincidere
  2. Il patrimonio netto = capitale sociale + utile d’esercizio (proveniente dal conto economico)
  3. (Ricavi - costi) - Imposte di varia natura = utile d’esercizio
  4. (Entrate monetarie - Uscite monetarie) = tesoreria o disponibilità liquida
  5. La differenza tra l’utile d’esercizio e la tesoreria determina crediti e debiti
  6. Le imposte che l’azienda deve pagare si calcolano sul risultato operativo

Di questi 6 principi, il secondo, il terzo e il quinto meritano una spiegazione più approfondita prima di passare all’esempio pratico.

2. Legami tra lo stato patrimoniale e il conto economico

Per spiegare bene i punti 2 e 3, bisogna analizzare la relazione che si instaura tra lo stato patrimoniale e il conto economico.

L’utile d’esercizio può essere:

  • distribuito agli azionari della società sotto forma di dividendi
  • conservato all’interno della società affinché venga utilizzato per investimenti futuri. In questo caso rientra nello stato patrimoniale nella categoria “patrimonio netto” sotto la voce “utili”

Questa decisione viene votata dagli azionisti della società in occasione dell’assemblea generale degli azionisti. Nel caso in cui gli azionisti decidono di lasciare l’utile all’interno dell’azienda quest’ultimo si somma al capitale di rischio di partenza apportato dai soci, ovvero il capitale sociale.

Quindi, per questo motivo, possiamo affermare che il conto economico e lo stato patrimoniale sono intrinsecamente legati.

L’utile d’esercizio si trova

  • nel conto economico (il risultato del valore di produzione meno i costi)
  • nello stato patrimoniale nella colonna del passivo sotto la voce patrimonio netto
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©Dott. Fabio Monteduro, Dott.ssa Sonia Moi

3. Come si calcola l’utile d’esercizio

A-B= differenza tra valore della produzione e costi sostenuti, ovvero reddito operativo o reddito economico.

Dal risultato operativo possiamo arrivare al risultato complessivo della gestione, sottraendo gli oneri e proventi finanziari.

correggere il mio risultato operativo dalla rettifiche di valore, come ad esempio rivalutazioni e svalutazioni dei miei beni.

infine oneri e proventi straordinari, come ad esempio delle plus o minusvalenze.

Il risultato finale equivale al reddito/risultato ante imposte, ovvero l’utile prima di pagare le tasse

Reddito ante imposte - imposte= reddito d’esercizio che può essere un utile o una perdita.

Nell’immagine trovate illustrato un piccolo esempio pratico

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5. L’utile d’esercizio ≠ tesoreria

Questo punto è molto importante. Infatti non bisogna fare l’errore di pensare che l’utile d’esercizio equivalga alla tesoreria per due motivi:

  • divario temporale tra la registrazione contabile e il pagamento effettivo
  • ammortamenti e previsioni non hanno alcun impatto sulla tesoreria

Per questa ragione, dato che la tesoreria e l’utile non sono la stessa, dalla loro differenza possiamo ricavare i debiti e i crediti di un’azienda

Un esempio pratico con dati a scelta

All’inizio dell’anno 2020, una società X Srl viene costituita e i soci investano 30 000.

Nel caso di primo esercizio la situazione è la seguente:

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Alla fine dell’anno, quindi il 31 dicembre 2020, sappiamo che

  • le immobilizzazioni rappresentano il 70% dell’attivo
  • il rapporto di leverage tra capitale sociale e attivo è di 2
  • i ricavi ammontano a 100.000 e i costi a 70 000
  • le Imposte sono pari al 40% del Reddito operativo
  • gli oneri finanziari corrispondono a 10 000

Sappiamo che il capitale sociale corrisponde a 30 000, quindi l’attivo sarà 2 volte il capitale sociale in base al rapporto di leverage, ovvero 60 000. Le immobilizzazione corrispondono al 70% di 60 000, ovvero 42 000. Il resto sarà attivo circolante.

Prima di tutto andiamo a calcolare l’utile d’esercizio

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Ora possiamo inserire l’utile d’esercizio all’interno dello stato patrimoniale.

Inoltre, dato che sappiamo che l’attivo e il passivo devono corrispondere, possiamo ricavare facilmente l’ammontare dell’attivo circolante e dei debiti e verificare che questi risultati economici corrispondono a ciò che è annotato nei libri contabili.

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Il patrimonio netto non può mai scendere sotto i livelli minimi previsti dalla legge, ovvero i 10.000 euro per le Srl e i 50.000 per le SpA.

Il totale dell’attivo rappresenta il patrimonio aziendale. Il patrimonio netto (38.000), invece, non è altro che il patrimonio aziendale (38.000) a cui sono stati sottratti i debiti (22.000).

E per finire la nota integrativa

La nota integrativa illustra e fornisce le informazioni aggiuntive allo stato patrimoniale e al conto economico necessarie per una migliore comprensione del bilancio.

L’informativa richiesta in nota integrativa è di duplice natura:

  • informativa di puro accounting volta a spiegare il contenuto delle singole voci di bilancio;
  • informativa utile a valutare l’andamento dell’azienda.

Se avete ancora domande o considerazioni su come fare un bilancio aziendale, scriveteci nei commenti.