Regimi contabili: facciamo un po’ di chiarezza

di Virginia Fabris, il 28/01/21
Regimi contabili

Gestire un’attività non è semplice, soprattutto quando si tratta di adempiere ad obblighi amministrativi. Infatti, non solo la burocrazia aziendale può rivelarsi a dir poco complessa e prolissa, ma essa può anche dimostrarsi insidiosa. È facile, infatti, che, se i suoi meccanismi non vengono compresi adeguatamente, essa porti l’azienda a sostenere spese accessorie e superflue.

Ecco perché la comprensione e, di conseguenza, la scelta del giusto regime contabile possono rivelarsi step decisivi per un’adeguata gestione aziendale. In questo articolo vi forniremo le nozioni necessarie per orientarvi nell’ambito dei regimi contabili, in modo che possiate scegliere correttamente quello adatto alla vostra attività! Pronti? Via!

Cos’è un regime contabile?

Definizione

I regimi contabili, anche detti regimi fiscali, corrispondono all’insieme di regole e istruzioni che ogni azienda è tenuta a rispettare per il giusto management della propria contabilità.

In senso lato, essi possono anche fare riferimento alla documentazione rilevante ai fini fiscali, ovvero ai documenti relativi alle transazioni economiche aziendali, come bilanci e dichiarazioni dei redditi.

Riassumendo, i regimi contabili rappresentano l’insieme di:

1. Documenti obbligatori,

2. Formalità da osservare

perché l’azienda sia conforme al fisco e in linea con il Codice Civile.

In fin dei conti, i regimi contabili documentano l’utilizzo delle risorse finanziarie di una qualsiasi attività e, quindi, forniscono un indice del suo sviluppo.

La portata e il contenuto dei regimi contabili sono regolati da specifiche normative e dipendono dalla natura giuridica del contribuente.

Normative vigenti

Per ogni soggetto che eserciti un qualsiasi tipo di attività economica sussiste l’obbligo di attenersi ad un regime contabile. Nel concreto ciò significa che ogni azienda deve adottare un regime contabile al fine di registrare tutte le operazioni amministrative, economiche e finanziarie della sua attività.

Ogni spostamento di capitale o qualsiasi transazione di denaro che determini entrate o uscite per l’azienda deve essere, quindi, dichiarata secondo determinate regole contenute nei regimi contabili.

I vari regimi fiscali propongono regole da seguire e documenti da redigere differenti.

La scelta di un particolare regime contabile è legata alla natura giuridica del contribuente e alle dimensioni della sua attività. Ciò significa che, a seconda della tipologia dell’azienda e dell’ammontare del suo fatturato, sarà adeguato scegliere un determinato regime fiscale.

Una volta chiarificata la necessità di introdurre un regime aziendale nella propria azienda, occorre specificare quali sono i regimi fiscali utilizzabili nel 2021.

Attualmente i regimi contabili vigenti stabiliti per legge sono tre:

1. Regime contabile forfettario o agevolato;

2. Regime contabile semplificato;

3. Regime contabile ordinario.

Attenzione! Con l’entrata in vigore del regime contabile forfettario nel 2015, sono stati abrogati tutti i regimi agevolati attivi precedentemente, ovvero:

1. Il regime delle nuove iniziative produttive;

2. Il regime dei minimi;

3. Il regime per gli “ex minimi”.

In poche parole, il regime forfettario è, dal 2015, l’unico regime agevolato applicabile.

Regimi contabili: una panoramica

Ogni imprenditore deve scegliere il regime fiscale adeguato al proprio tipo di attività. In particolare, si riconoscono le seguenti categorie di soggetti economici:

- Imprese individuali,

- Professionisti,

- Società.

Per poter adottare un determinato regime contabile, l’attività economica di riferimento deve soddisfare determinati prerequisiti, che differiscono in base al regime preso in considerazione.

Diamo un rapido sguardo ai parametri caratteristici di ogni regime.

Regime contabile forfettario

Requisiti

Possono accedere al regime contabile forfettario tutte le aziende che soddisfino le seguenti caratteristiche:

  • I ricavi aziendali non devono superare il tetto massimo annuale di 65.000 euro (indipendentemente dal codice Adeco applicato).
  • Le spese per i dipendenti, i collaboratori e il lavoro accessorio non devono superare i 20.000 euro lordi.

Soggetti

Il regime contabile forfettario si dimostra adatto a rispondere alle esigenze delle imprese e dei professionisti di dimensioni minori.

Come funziona?

Obblighi

I contribuenti in regime forfettario devono impegnarsi al rispetto dei seguenti obblighi:

  • Numerare e conservare tutte le fatture di acquisto e le bollette doganali;
  • Certificare i corrispettivi;
  • Per le fatture che lo richiedono, integrare l’indicazione dell’aliquota e dell’Iva relativa. Quest’ultima va versata entro il sedicesimo giorno del mese successivo a quello dell’esecuzione delle operazioni.
  • Eseguire un tipo di fatturazione elettronica per la Pubblica Amministrazione.

Vantaggi

Le aziende che applicano un regime forfettario godono di numerose agevolazioni fiscali e contabili. In particolare, i contribuenti sono esonerati:

  • Da addebitare l’imposta sul valore aggiunto (Iva) nelle fatture emesse;
  • Dall’obbligo di fatturazione elettronica;
  • Dall’applicazione delle ritenute di acconto;
  • Dall’utilizzo degli indici sintetici di affidabilità fiscale (ISA).
  • Da registrare fatture e corrispettivi.

Tassazione

Il regime forfettario non impone il pagamento delle imposte che normalmente si richiedono agli imprenditori come l’Irpef, l’Irap e le varie imposte addizionali comunali e regionali.

Infatti, le aziende che adottano il regime forfettario dovranno pagare un’unica tassa, detta imposta sostitutiva. Questa corrisponde al 15% del loro reddito imponibile, ma può essere ridotta al 5% per i primi cinque anni di attività.

Regime contabile semplificato

Requisiti

Per poter adottare il regime contabile semplificato, i contribuenti devono garantire che, nell’anno precedente a quello di applicazione, hanno percepito:

  • Ricavi non superiori a 400.000 euro per il settore dei servizi;
  • Ricavi non superiori a 700.000 euro per le altre attività.

Attenzione! Nel caso in cui l’attività sia stata iniziata nel corso dello stesso anno, i ricavi da considerare sono quelli ottenuti nell’arco dello stesso.

Nel caso in cui un’impresa operi trasversalmente sia nell’ambito dei servizi, che in altre attività, bisognerà fare riferimento ai ricavi relativi all’attività prevalente. Tuttavia, in assenza di una chiara annotazione dei ricavi, vengono generalmente prese in considerazione le attività altre diverse dai servizi.

Soggetti

Possono accedere al regime semplificato le imprese individuali e le società di persone che soddisfano i prerequisiti.

Attenzione! Per i contribuenti esercenti un’attività artistica, il regime semplificato risulta la soluzione naturale, indipendentemente dai compensi relativi alla loro professione. Tuttavia, in questo caso, è lecito anche il ricorso al regime di contabilità ordinaria.

Come funziona?

Obblighi

I contribuenti in regime semplificato sono tenuti a tenere:

  • I registri d’Iva;
  • Il registro dei beni ammortizzabili (non necessario solo qualora si forniscano gli stessi dati direttamente all’Amministrazione Finanziaria);
  • Il libro unico del lavoro, in caso di presenza di dipendenti;
  • Il registro di incassi e pagamenti entro 60 giorni dall’incasso o dall’effettuazione del pagamento.

Attenzione! Non è più obbligatoria la bollatura dei registri Iva e dei beni ammortizzabili. Permane l’obbligo di numerazione progressiva.

Vantaggi

Il regime contabile semplificato prevede alcuni esoneri per gli utilizzatori, quali:

  • La redazione del bilancio;
  • Tenere scritture contabili come il libro giornale, il libro inventari o le scritture ausiliarie.

Tassazione

Le imposte legate al regime contabile semplificato sono le seguenti:

  • L’Irpef, che è da calcolarsi in base al reddito imponibile;
  • L’Irap (parametro che varia significativamente in base alla situazione economica dell’azienda);
  • L’inps, in base alla gestione di appartenenza.

Regime semplificato per cassa

Il regime semplificato viene detto anche “per cassa”. Questa attribuzione fa riferimento alla modalità di determinazione del reddito imponibile.

Il principio “per cassa”, infatti, presuppone un calcolo del reddito in base a compensi incassati e spese sostenute durante l’esercizio della professione. In poche parole, vengono presi in considerazione gli importi effettivamente incassati e spesi durante l’anno di imputazione.

Regime contabile ordinario

Il regime contabile ordinario è un sistema relativamente complesso. Esso, infatti, è volto al monitoraggio della consistenza patrimoniale e delle sue variazioni, così come di ogni movimentazione finanziaria ed economica dell’azienda.

Questo è il motivo per cui è consigliabile, qualora si decida di adottare questo regime fiscale nella propria azienda, ricorrere al supporto di un commercialista.

Requisiti

Non esistono particolari requisiti per accedere ad un regime contabile ordinario.

Soggetti

Il regime contabile ordinario è adottabile da qualsiasi imprenditore desideri usufruirne.

Tuttavia, sussiste l’obbligo per i soggetti Ires di ricorrere a questo tipo di regime di contabilità. Infatti, ai sensi dell’articolo 13, comma 1 del DPR n. 600/1973 esso risulta essere l’unico regime applicabile a questo tipo di società.

Dunque, il regime contabile ordinario risulta particolarmente idoneo per le seguenti tipologie di imprese:

  • Società di capitali o simili (Spa, Srl, Sapa): come detto, esso risulta essere l’unico regime fiscale applicabile per questi enti.
  • Imprese individuali o società di persone (Snc, Sas) che superino il tetto massimo di ricavi annuo ammesso per accedere al regime semplificato (400.000 euro per i servizi e 700.000 euro per tutte le altre attività).
  • Imprese che scelgono volontariamente il regime contabile ordinario, pur essendo in possesso dei prerequisiti per l’applicazione della contabilità semplificata.

Come funziona?

Obblighi

I contribuenti in regime ordinario sono tenuti dalla normativa civilistica e fiscale a predisporre la seguente documentazione e a conservarla:

  • Il libro degli inventari, dove vengano annotate tutte le variazioni della consistenza patrimoniale aziendale al termine di ogni esercizio.
  • Il libro giornale, dove siano registrate giornalmente le operazioni coinvolgenti enti esterni all’impresa.
  • Le scritture ausiliarie, dove vengano registrati i cambiamenti del reddito e i rifornimenti in magazzino.
  • Il libro cespiti, con tutti i cespiti ammortizzabili dell’azienda.
  • I registri Iva di acquisti, vendite e corrispettivi.
  • Libri sociali (per le imprese che hanno assunto una forma societaria).

Nella contabilità ordinata sussiste anche l’obbligo di conservare tutti i conti dell’impresa e di redarre il bilancio, ovvero il documento ufficiale in cui si dichiara la situazione economica e patrimoniale dell’impresa.

Vantaggi

I contribuenti in regime ordinario godranno delle seguenti agevolazioni:

  • Possibilità di organizzare una pianificazione aziendale nel lungo periodo.
  • Andare incontro a minori complicazioni in caso di cambio della tipologia aziendale. In questo caso, infatti, non sarà necessario ricostruire un nuovo sistema patrimoniale.

Tassazione

Nel regime contabile ordinario, la tassazione avviene:

  • In base all’aliquota del margine di Irpef in cui rientrano, per le imprese individuali e le società di persone.
  • In rapporto all’aliquota Ires fissata proporzionalmente, per le società di capitali.
  • Le imprese in contabilità ordinaria sono, poi, soggette all’Imposta Regionale sulle Attività Produttive (Irap).
  • L’Iva, invece, va liquidata mensilmente o trimestralmente.

Quale scegliere?

Alcune tipologie di contribuenti, imprese o di società hanno l’obbligo di adottare determinati regimi contabili. Tuttavia, esclusi questi casi, non esistono parametri per determinare l’adeguatezza in assoluto di un regime contabile per una data azienda.

Infatti, ogni impresa è un universo a sé stante, con caratteristiche e obbiettivi differenti. Prima di scegliere un regime contabile, dunque, è necessario prendere in considerazione i seguenti fattori:

  • Il reddito medio dell’azienda, o quello che si presuppone raggiungere;
  • L’entità delle spese e dei costi da sostenere. Questi, infatti, possono incidere in modo fondamentale sulla determinazione del reddito imponibile. Ad esempio, in caso di costi e spese molto elevati, non è consigliabile ricorrere ad un regime forfettario.
  • L’ammontare delle rimanenze (ad esempio, il regime semplificato prevede l’addebito delle rimanenze iniziali nel primo anno di applicazione senza possibilità di detrazione negli anni successivi. In caso di elevate rimanenze iniziali, è sconsigliabile adottare un regime contabile semplificato).
  • La tipologia di clienti: pubblici o privati? La distinzione può, a volte, fare la differenza. Infatti, le tempistiche in cui avvengono i pagamenti da parte degli enti pubblici sono spesso più lunghe rispetto a quelle degli enti privati. Questo particolare potrebbe corrispondere ad un motivo di penalizzazione in determinati regimi contabili.

Perché i regimi contabili sono importanti per l’azienda

Conoscere i regimi contabili ed essere in grado di scegliere il migliore tra questi è fondamentale.

Infatti, optare per il giusto regime contabile, ovvero quello che rifletta le caratteristiche costitutive dell’azienda, costituisce un vantaggio non indifferente per l’imprenditore. Esso consente, infatti, di raggiungere un grado di conoscenza approfondito del business, dei suoi punti di forza, così come dei suoi punti deboli.

Una volta acquisita la giusta panoramica dell’azienda e svelate le sue forze e le sue debolezze, sarà possibile imbastire una strategia di ottimizzazione della gestione aziendale. Quest’ultima potrà, in ultima analisi, fare la differenza nello sviluppo del business.

Il sistema dei regimi contabili, quindi, non è da considerarsi come una semplice imposizione legislativa a cui bisogna sottostare. Esso va, piuttosto, sfruttato come mezzo di monitoraggio dell’andamento dei risultati della propria gestione aziendale e, quindi, come spunto di miglioramento.