Come si calcola l’Iva di un bene o di un servizio imponibile

Da Virginia Fabris
Il 23/03/21
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Ti sarà sicuramente capitato di acquistare un prodotto e di trovarvi nell'etichetta scritto: “Iva inclusa”. In effetti, ti sarà senz’altro noto che ad ogni bene o servizio, viene incluso un valore percentuale specifico, che viene detto, appunto, Iva.

Ma qual è il procedimento che consente di produrre l’Iva? O meglio, come si calcola l’Iva?

Se ti stai chiedendo come fare ad effettuare il calcolo dell’Iva, sei capitato nel posto giusto! Nel seguente articolo troverai le informazioni necessarie che ti consentiranno di eseguire un corretto calcolo dell’Iva.

Cos’è l’Iva: definizione e caratteristiche

Per cominciare, vediamo insieme cos’è l’Iva.

Iva è un acronimo che sta per Imposta sul Valore Aggiunto. Essa corrisponde ad un contributo obbligatorio applicato sul valore aggiunto, ovvero una tassa applicata a beni e servizi.

L’Iva viene applicata a numerose operazioni, quali:

  • Operazioni imponibili;
  • Operazioni non imponibili;
  • Operazioni esenti ai sensi dell’articolo 10 del DPR 633/1972;
  • Operazioni escluse ai sensi dell’articolo 15 del DPR 633/1972.

In Italia, sussiste l’obbligo di liquidazione dell’Iva da parte di tutti i detentori di partita Iva. Ciò significa che questi soggetti professionali sono obbligati di fatto ad eseguire il calcolo dell’Iva e di effettuare il versamento.

L’Iva va liquidata periodicamente, infatti si parla di liquidazione periodica dell’Iva. Questa, infatti, deve avvenire:

  • O su base mensile,
  • O su base trimestrale.

La liquidazione e, quindi, i versamenti di Iva, vanno eseguiti compilando il modello F24. Esso consiste in uno specifico modello messo a disposizione e scaricabile dal sito dell’Agenzia delle Entrate.

Il modello F24 va presentato necessariamente per via telematica tramite i servizi online dell’Agenzia delle Entrate.

Come si calcola l’Iva? Tutti i passaggi da seguire

Il calcolo dell’Iva da liquidare si realizza tramite l’attuazione della differenza tra la tassa generata dalle fatture emesse ai clienti e le fatture ricevute da parte dei fornitori.

Questo calcolo consiste di fatto in una sottrazione dell’Iva di acquisti dall’Iva di vendita, ovvero:

Iva relativa alle vendite (fatture emesse o corrispettivi delle operazioni imponibili)* - Iva relativa agli acquisti (fatture ricevute) = importo Iva da versare*

*Iva esigibile nel mese o nel trimestre

* = eventuali credito e debito d’imposta relativi al periodo precedente;

☝ Per il calcolo dell’Iva è necessario considerare solo gli importi delle operazioni detraibili.

In base al tipo di differenza ottenuta, ovvero se essa è positiva o negativa, l’importo Iva può risultare essere di due tipi diversi:

  • Se la differenza è positiva, si parla di Iva a debito, che corrisponde all’Iva da versare all’erario. Questa coincide con tutti gli importi incassati a titolo d’imposta.

    Attenzione! L’importo a debito deve essere pari o inferiore a 25,82 euro. Esso non può essere superiore a questa soglia massima. Infatti, in caso di superamento, si dovrà riportare in aumento per il periodo successivo.

  • Se la differenza è negativa, si parla di Iva a credito. Questa corrisponde, invece, a tutti gli importi pagati ai fornitori.

👀 Quando si fa riferimento ai valori dell’Iva, appaiono sempre diciture del tipo: Iva al 10%. Oppure, in riferimento all’aumento dell’Iva, si parla, ad esempio, di incremento dell’1% o riduzione del 2% o 3%.

Questo avviene perché l’Iva è un’imposta proporzionale. Ciò significa che il suo valore è dipendente dal prezzo del bene moltiplicato per l’aliquota di riferimento.

☝ Un’aliquota è un determinato valore percentuale applicato su un dato valore imponibile. Le aliquote di riferimento attualmente valide sono:

  • 4%: aliquota minima applicata ai beni di prima necessità;
  • 10%: aliquota ridotta applicata a servizi turistici, alimentari ed edili;
  • 22%: aliquota ordinaria applicata in tutti gli altri casi;

Dire che l’Iva è un’imposta proporzionale, significa dire implicitamente che essa esprima un calcolo percentuale. Ciò significa che l’Iva esprime un calcolo che riporta una parte del totale in centesimi e le cui frazioni vengono espresse da un numero intero o decimale. Questo numero è, quindi, seguito dal simbolo della percentuale: %.

Come si svolge un calcolo percentuale?

Ti stai chiedendo come si calcola la percentuale di un determinato valore numerico? Il metodo è molto semplice. Basta prendere in considerazione il valore della percentuale che si vuole calcolare da una parte. Quindi, considerare il numero preso come riferimento su cui si vuole calcolare la data percentuale dall’altra.

Assunti questi due valori, va svolto il seguente semplice calcolo tra di essi:

Valore della percentuale del numero preso come riferimento = valore della percentuale x numero preso come riferimento : 100

Ad esempio:

→ Se si intende calcolare il 30% di 900, si dovrà svolgere il seguente calcolo:

30 x 900 : 100 = 270

Calcolo percentuale dell’Iva

Gli step di calcolo della percentuale appena descritti si applicano anche al calcolo della percentuale dell’Iva. Dunque, dalle precedenti indicazioni, si deduce che:

→ Se si prende come riferimento un’aliquota di Iva al 22%, il calcolo dell’Iva si eseguirà nel modo seguente:

Iva = valore del bene imponibile x 22 : 100

Da qui, se si desidera, poi, calcolare il prezzo finale del bene (o del servizio) imponibile è necessario svolgere la seguente operazione:

Totale del valore del dato bene imponibile comprendente la percentuale relativa di Iva = valore del bene imponibile senza Iva + valore dell’Iva appena calcolato

☝ Il prezzo finale del bene corrisponde al valore del bene imponibile inclusa l’Iva (= inclusa la relativa percentuale calcolata).

Ad esempio:

→ Se prendiamo un valore del bene imponibile (Iva esclusa) = 2000 ed un’aliquota di Iva del 22%, il calcolo dell’Iva sarà il seguente:

2000 x 22 : 100 = 440

mentre il calcolo del valore finale del bene sarà:

2000 + 440 = 2440 ( = prezzo totale del bene imponibile)

👉 In caso di lavorazioni postume, il valore di partenza del bene potrebbe subire un aumento. In questo caso, è importante ricordare che il bene verrà venduto calcolando la percentuale di Iva in base all’aliquota di riferimento a partire dal prezzo del bene aumentato. Ovvero:

Ad esempio:

→ Se il valore del bene imponibile subisce, a seguito a qualsiasi tipo di trattamento, un aumento da 2000 a 2400 euro, per un calcolo di Iva sul nuovo valore ad un’aliquota del 22% si avrà:

2400 x 22 : 100 = 528

mentre il calcolo per ottenere il valore finale del bene sarà:

2400 + 528 = 2928

Dunque, in conclusione, il bene sarà venduto a 2928 euro. Il venditore verserà, poi, la differenza all’erario. In questo caso, questa coinciderà a: 528 – 440 = 88 euro (ovvero l’Iva al netto che il venditore ha ricevuto dall’acquirente).

Lo scorporo Iva

Parlando delle modalità di calcolo dell’Iva, non si può non fare riferimento al concetto di scorporo dell’Iva.

Lo scorporo è un particolare tipo di calcolo tramite cui il prezzo lordo di un bene imponibile viene scomposto nelle componenti di:

  • Importo netto del bene imponibile,
  • Valore dell’Iva.

Operare lo scorporo dell’Iva, dunque, significa separare la base imponibile dall’aliquota Iva.

Questa è un’operazione importante, dal momento che consente di determinare l'importo reale ed effettivo dei crediti e dei debiti nei confronti di clienti e fornitori. Inoltre, questo calcolo risulta fondamentale per la corretta redazione del rapporto di Iva.

Il calcolo dello scorporo Iva è attuabile tramite la seguente formula:

100 : aliquota Iva = valore del bene imponibile : importo lordo (quello effettivamente versato)*

*netto + Iva

Sebbene tutti i calcoli per ricavare l’Iva siano generalmente relativamente semplici, essi richiedono del tempo e sono soggetti ad errori di calcolo. Per questo motivo, puoi evitare qualsiasi tipo di intoppo tramite il ricorso a strumenti di contabilità, che ti aiutino ad automatizzare questi calcoli. A volte, infatti, evitare errori è importante, in quanto questi potrebbero farti incorrere in sanzioni.

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