Le scritture di rettifica: alla ricerca dell’esercizio di competenza

di Virginia Fabris. Articolo aggiornato il 27 aprile 2021, prima pubblicazione nel marzo 2021
Scritture di rettifica

Se barcamenarsi tra le diverse scritture contabili non è facile, svolgere adeguatamente tutti gli step previsti per ogni esercizio è quasi impossibile... se non si è in possesso di linee guida adeguate.

Ti stai chiedendo cosa sono le scritture di rettifica , che informazioni contengono e a cosa servono? Troverai informazioni dettagliate su questo articolo.

Cosa sono le scritture di rettifica?

Le scritture di rettifica fanno parte delle scritture di assestamento , ovvero delle scritture che vengono eseguite in seguito alle valutazioni di bilancio, appena prima della chiusura dell’esercizio. Sono scritture essenziali per la redazione del bilancio in quanto consentono di stabilire il vero esercizio di competenza di ciascun costo e ricavo.

Scritture di assestamento

Abbiamo fatto accenno alle scritture di assestamento. Con questa denominazione si intende indicare un insieme di scritture, quali:

  • Le scritture di completamento , che rilevano operazioni economiche non registrate precedentemente;
  • Le scritture di integrazione , che integrano nel bilancio elementi relativi a manifestazioni finanziarie che avranno luogo nei futuri esercizi;
  • Le scritture di rettifica , che rinviano ad un esercizio futuro determinati costi e ricavi che si sono già manifestati finanziariamente nell’esercizio appena concluso;
  • Le scritture di ammortamento , che prevedono la ripartizione dei costi pluriennali secondo il loro presunto contributo alla produzione aziendale

Scritture di rettifica: che informazioni forniscono?

Le scritture di rettifica esprimono dei valori di conto che si sono manifestati finanziariamente durante un esercizio, ma che non si sono effettivamente realizzati e che quindi risultato di competenza nell’esercizio successivo . In altre parole, le scritture di rettifica corrispondono ad un insieme di informazioni riguardo a costi che dovranno essere rinviate ad un esercizio successivo.

Esse sono un’applicazione del principio di competenza economica, ovvero uno dei principi cardine nella guida alla redazione del bilancio d’esercizio. Esso è espresso dall’articolo 2423-bis del Codice Civile. Quest’ultimo decreta che i costi e i ricavi devono essere contabilizzati secondo la quota maturata indipendentemente dal fatto che abbiano avuto una manifestazione finanziaria o meno.

Le scritture di rettifica contengono informazioni su:

  • Risconti ;
  • Rimanenze ;
  • Capitalizzazione dei costi , a cui sono soggetti tutti i costi sostenuti per la costruzione interna di beni;
  • Svalutazione e rivalutazione di immobilizzazioni ;

Rimanenze

Con rimanenze , o rimanenze di magazzino , si fa riferimento ai costi d’esercizio rinviati a un futuro esercizio . Esse possono essere considerate come costi sospesi che saranno presi in considerazione nel risultato finale dell’esercizio solo una volta che i beni saranno ceduti.

Le rimanenze possono essere di: materie prime, prodotti finiti, merci e possono essere costituite da due categorie di beni :

  1. Beni destinati alla vendita;
  2. Beni che concorrono alla produzione di beni destinati alla vendita.

Le rimanenze, poi, possono riguardare: costi di acquisizione e di gestione delle merci, degli imballaggi e degli altri materiali di consumo.

Per operare le rettifiche delle rimanenze, è necessario operare operazioni di:

  • Rilevazione delle rimanenze, ovvero di rilevazione di determinate componenti di reddito che vengono legate ad elementi del patrimonio di funzionamento;
  • Valutazione delle rimanenze, da effettuare sul costo di acquisto, e cioè sul costo di fattura addebitato al fornitore e sui costi accessori direttamente collegati. Esistono vari metodi alternativi per l’esecuzione della valutazione, quali:
    • Metodo del costo medio ponderato , che prevede la presa in considerazione della media ponderata dei costi di acquisto, dei costi integrati e dei costi accessori, come costo;
    • Metodo FIFO , secondo cui si presume che le merci verranno vendute secondo l’ordine di acquisto e, quindi, le rimanenze corrisponderanno alle quantità acquistate in tempi più recenti;
    • Metodo LIFO , dove si presume che le merci saranno vendute in ordine inverso rispetto a quello di acquisto (le merci vendute per prime saranno quelle acquistate per ultime). In questo caso, le rimanenze corrisponderanno alle quantità acquistate nei tempi più remoti (valutazione sul costo effettivo degli acquisti più lontani).

Risconti

I risconti sono definibili come le quote di costo o di ricavo non ancora maturate , ma già manifestate finanziariamente entro il termine dell’esercizio. I risconti si suddividono in:

  • Risconti attivi , che corrispondono ai costi sospesi che vengono rinviati agli esercizi successivi (in altre parole, ai pagamenti anticipati ), in relazione ai seguenti costi:
    • Fitti passivi;
    • Interessi passivi;
    • Oneri di sconto di effetti commerciali;
    • Oneri di assicurazioni;
  • Risconti passivi (= ricavi sospesi che vengono rinviati agli esercizi successivi = riscossioni anticipate), in relazione ai seguenti ricavi:
    • Fitti attivi;
    • Interessi attivi.

Svalutazione e rivalutazione delle immobilizzazioni

Se un’immobilizzazione risulta essere durevolmente di valore inferiore rispetto al suo valore netto contabile, bisogna registrarla nuovamente a tale minor valore. Questa operazione consiste in una svalutazione dell’immobilizzazione .

In caso di venuta meno delle ragioni della svalutazione, è possibile stornare la svalutazione, ripristinando così il valore originale (precedente) dell’immobilizzazione ( rivalutazione delle immobilizzazioni ).

A cosa servono le scritture di rettifica?

Le scritture di rettifica hanno lo scopo di rinviare componenti di reddito agli esercizi successivi . Tramite questo procedimento contabile, infatti, componenti di reddito già rilevate finanziariamente, ma non di competenza dell’esercizio appena chiuso, vengono slittate ad uno dei registri successivi.

In definitiva, le scritture di rettifica creano un collegamento contabile fra più esercizi , mantenendo il processo di contabilità al tempo stesso fluido e affidabile.

Schema riassuntivo: facciamo il punto

La strutturazione e il significato delle scritture di rettifica possono apparire, forse, concetti abbastanza complessi, seppure di grande interesse, se non si opera una giusta contestualizzazione.

Di seguito proponiamo, in sintesi, il ciclo della contabilità e del bilancio , suddiviso nelle varie tappe che lo compongono. In questo modo, sarà possibile identificare il posizionamento in esso delle scritture contabili e, di conseguenza, chiarificarne la ragion d’essere.

  1. Apertura dell’esercizio;
  2. Rilevazioni dell’esercizio (raccolta, classificazione e registrazione sistematica dei valori);
  3. Valutazioni di bilancio;
  4. Rilevazioni di assestamento , o rettifiche di fine esercizio (integrazione, storno, riassunzione e sintesi dei valori). Esse si concretizzano nelle scritture di rettifica , che si dividono, come visto, in:
    1. Scritture di integrazione, che prevedono l’inserimento di nuovi valori ex novo nell’esercizio. Le più frequenti scritture di integrazione sono:
      1. Ratei attivi e ratei passivi;
      2. Fatture da emettere e da ricevere;
      3. Ammortamenti;
      4. Accantonamenti ai fondi: spese future;
      5. Accantonamenti ai fondi: rischi;
      6. TFR;
      7. Imposte;
    2. Scritture di storno o di rettifica , che prevedono la variazione (o rettifica, appunto) di valori già inseriti . Le più frequenti scritture di rettifica sono:
      1. Risconti attivi e passivi;
      2. Rimanenze di magazzino;
      3. Capitalizzazione dei costi;
      4. Svalutazione e rivalutazione di immobilizzazioni;
  5. Chiusura dell’esercizio;
  6. Sintesi dell’esercizio ( stato patrimoniale e conto economico );
  7. Redazione del bilancio d’esercizio .