Capitale Circolante Netto (CCN): definizione e calcolo

Da Maxime Perotti
Il 03/09/20
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Il Capitale Circolante Netto, spesso chiamato con l’acronimo CCN, è un indicatore molto utile per l’analisi finanziaria del bilancio di esercizio di un’impresa.

Di cosa si tratta? Qual è la sua funzione e perché è così importante? Come lo si calcola e come va interpretato? Qui sotto trovate le risposte a tutte queste domande.

Capitale Circolante Netto: definizione

Che cos’è il Capitale Circolante Netto?

Il Capitale Circolante Netto (CCN), o in inglese Net Working Capital , è un indicatore finanziario dato dalla differenza tra le attività correnti e le passività correnti.

In altri termini, si tratta di una “riserva di denaro” a disposizione dell’azienda per far fronte alle spese e agli eventuali imprevisti.

Perché è importante calcolare il CCN?

Il Capitale Circolante Netto esprime una stima circa la salute finanziaria di un’azienda. Il CCN risponde a questa domanda: “ l’azienda è o meno in grado di pagare i suoi debiti a breve termine ovvero le fatture ad esempio con la propria liquidità corrente, immediata o differita?”.

Avere un CCN positivo è quindi molto importante.

☝ Occorre tuttavia prestare attenzione: per quanto importante, il CCN da solo non è un indicatore sufficiente per giudicare positivamente una gestione finanziaria. È quindi utile confrontarlo con altri parametri, quali il margine di tesoreria ed il margine di struttura.

Come si calcola il Capitale Circolante Netto?

Composizione di attività e passività correnti

Fanno parte delle attività correnti:

  • crediti verso clienti,
  • rimanenze finali,
  • cassa,
  • ratei e risconti attivi

Fanno parte delle passività correnti:

  • debiti verso fornitori,
  • debiti di natura operativa,
  • ratei e risconti passivi.

Formula per il calcolo del CCN

Il Capitale Circolante Netto si calcola a partire dalle informazioni presenti nello Stato patrimoniale di un’azienda.

Capitale Circolante Netto (CCN) = Attività correnti - Passività correnti

Le attività correnti rappresentano investimenti in atto nel breve periodo, mentre le passività correnti sono dei finanziamenti in atto a breve termine.

L’arco temporale entro il quale si parla di attività e passività a breve termine non deve essere superiore a 12 mesi.

Entrando maggiormente nel dettaglio, si può dire che il CCN esprima la misura delle liquidità immediate, differite e delle rimanenze, di coprire i debiti a breve termine.

Capitale Circolante Netto (CCN) = liquidità immediate + differite + rimanenze – passività correnti

Sebbene sia possibile gestire la propria contabilità tramite Excel, noi vi suggeriamo di utilizzare un software specializzato in questo ambito.

Queste due soluzioni potrebbero fare al caso vostro:

  • Zycus è perfetto per ottimizzare la gestione del capitale circolante,
  • Kyriba offre un ampio ventaglio di funzionalità innovative nella gestione della liquidità.

Il CCN operativo e il flusso di cassa

Il Capitale Circolante Netto Operativo è una tipologia di CCN che prende in conto unicamente la gestione caratteristica dell’azienda.

Pertanto, nel calcolo non bisogna più sottrarre i debiti verso banche a breve termine.

Capitale Circolante Netto Operativo = Liquidità immediate + differite + rimanenze - debiti non finanziari a breve

Il flusso di cassa invece, anche noto con il termine inglese Cash Flow, è un indicatore di performance fornito dalla differenza tra entrate e uscite monetarie in un dato esercizio.

Analisi e interpretazione del CCN

Un CCN positivo:

  • significa che le passività correnti sono coperte dalle attività correnti,
  • significa che le risorse finanziarie dell’azienda coprono gli investimenti,
  • è indice di una situazione di equilibrio finanziario dell’impresa.

Un CCN neutro significa che:

  • le passività correnti corrispondono alle attività correnti,
  • le risorse finanziarie coprono di poco gli investimenti.

Un CCN negativo:

  • le passività correnti sono inferiori alle attività correnti,
  • le risorse finanziarie non coprono interamente gli investimenti,
  • l’azienda non ha le risorse immediatamente disponibili per pagare i suoi debiti autonomamente. Può quindi richiedere nuovi debiti da rimborsare nel lungo periodo, oppure mobilizzare una parte delle sue immobilizzazioni.

☝Per non cadere in un circolo vizioso, è tuttavia importante fare in modo che questo modo di agire non diventi la prassi.

N.B: Un CCN negativo “una tantum” non rappresenta necessariamente una situazione critica. Deve però essere considerato come un campanello d’allarme, così da prendere le misure necessarie per migliorare l’indicatore.

Concludendo, il Capitale Circolante Netto è un parametro importante per valutare lo stato di salute finanziaria della vostra azienda. Tuttavia, per un suo utilizzo ottimale, è bene prenderlo in considerazione assieme ad altri indicatori.

Inoltre, è importante scegliere una gestione dematerializzata attraverso l’uso di uno strumento software adatto alle vostre esigenze.

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