Lavoro agile: come lo smart working aiuta contro il Coronavirus

Lavoro agile per evitare il contagio del Coronavirus

lavoro agile

Da qualche giorno ormai nel nostro paese, è scattato il panico per il recente focolaio di Coronavirus riscontrato nel Nord Italia. Andare nel panico in un momento come questo può essere controproducente e far scattare atteggiamenti pericolosi. Detto ciò, una massima prudenza e il rispetto delle indicazioni pubblicate dalle autorità è doveroso per il vostro bene e soprattutto per i più deboli.

Tra le soluzioni di cui si è parlato maggiormente per limitare i contagi, abbiamo il lavoro agile o Smart Working, che per quanto non sia ancora una pratica comune in Italia, in questa situazione può essere uno strumento per limitare il contagio.

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Cos’è il lavoro agile?

Definizione lavoro agile

Più comunemente noto come Smart Working, il lavoro agile viene definito dal Ministero del Lavoro e disciplinato dalla legge 81/ 2017 come segue:

Il lavoro agile (o smart working) è una modalità di esecuzione del rapporto di lavoro subordinato caratterizzato dall'assenza di vincoli orari o spaziali e un'organizzazione per fasi, cicli e obiettivi, stabilita mediante accordo tra dipendente e datore di lavoro; una modalità che aiuta il lavoratore a conciliare i tempi di vita e lavoro e, al contempo, favorire la crescita della sua produttività.

Per spiegarci meglio, si tratta di una pratica organizzativa che cerca di migliorare le condizioni del lavoratore cercando di offrirgli maggiore flessibilità organizzativa.

Come funziona il lavoro agile?

Si tratta di una evoluzione dell’idea originale di telelavoro. Quest’ultimo, infatti, è un concetto che comincia a svilupparsi negli anni ‘70 con l’avvento dei computer. Addirittura, il governo americano prevedeva di far lavorare da remoto l’intera popolazione americana entro il 2000. Una delle grandi differenze dello Smart Working è che qui parliamo di un cambiamento più culturale. Si tratta di un accordo tra l’azienda e i suoi dipendenti: più fiducia e flessibilità da parte dell’azienda e maggior produttività da parte del dipendente. Si tratta di comprendere che, oggi, in certi contesti il concetto di orario e luogo di lavoro diventa molto più fluido.

Grazie a tutte le tecnologie che abbiamo non è necessario recarsi fisicamente sul posto di lavoro per tutte le 40 ore settimanali e soprattutto donare flessibilità sull’orario consente di far lavorare i propri collaboratori nei loro momenti di massima produttività. Se la vediamo in termini di traffico e pendolarismo si tratterebbe poi di un Pain Reliever incredibile.

L’ideale è quello di avere a disposizione delle soluzioni collaborative, come ad esempio:

  • Slack per scambiarsi messaggi e documenti
  • Trello per seguire i progetti e le task di tutto il team
  • G Suite per avere chat, mail, gestione documenti e molto altro su una piattaforma

Decreto legislativo 23 Febbraio 2020 n. 6

A causa del forte rischio contagio che stiamo vivendo sono stati chiusi al pubblico gli uffici e poste delle limitazioni sugli spostamenti nelle aree più colpite. Si è quindi riaperto il dibattito sullo Smart Working come possibile soluzione. Infatti nel decreto emanato il 23 febbrario, viene indicato il lavoro a domicilio come possibile alternative alla sospensione delle attività.

Dato che la normativa del 2017 prevede la firma di un accordo individuale qualora volessero adottare questo tipo di politiche, per intervenire rapidamente in questa situazione critica, il governo a dato il via libera al telelavoro anche alle aziende prive dell’accordo individuale.

Piccola guida allo Smart Working

Soprattutto per coloro che trovano a testare il lavoro agile per la prima volta, ecco qualche consiglio per manager e collaboratori:

  • Assicurarsi di avere a disposizione i giusti strumenti (non solo software): computer dalle performance soddisfacenti, cuffie, buona connessione a internet, uno spazio tranquillo dove poter lavorare…
  • Quando si cominica a lavorare da soli da casa, è normale aver bisogno di un periodo di adattamento per imparare a non farsi prendere dalle distrazioni e organizzarsi. Una buona idea è quella di fare una lista delle attività o ancora meglio pianificare in agenda i compiti da svolgere nel corso della giornata.
  • Adottate il metodo Scrum con videochiamate e strumenti collaborativi: sarete in grado di fare dei punti giornalieri o settimanali col vostro team per vedere eventuali difficoltà e controllare lo stato di avanzamento dei lavori.
  • Mettere dei limiti. Non avendo il tragitto da fare, un collaboratore, è meno stanco e soprattutto, avere il proprio computer professionale a casa può rappresentare un ostacolo alla necessaria deconnessione serale. Non diventate insomma dei malati di lavoro!

[Extra] Qualche consiglio per limitare i contagi

Probabilmente li leggete ovunque ma ripeterlo fa sempre bene. Limitate i contagi. Se la questione pensate non vi interessi pernsate a coloro che potreste contagiare, i soggetti fisicamente più deboli sono concretamente a rischio. Vediamo quindi qualche pratica da adottare:

  • Lavarsi bene le mani, almendo 20 secondi sfregando bene i palmi, gli spazi tra le dita ed ecc. ( per migliori risultati un gel antibatterico può essere ideale)
  • Non portarsi le mani alla bocca, sul naso o gli occhi
  • Se necessario, starnutire coprendosi naso e bocca con l’avambraccio e mai rivolti verso altre persone (questo anche una svolta passata l’emergenza)
  • Usare fazzoletti usa e getta e gettarli immediatamente
  • L’utilizzo di mascherine: servono ai malati (per limitare di le diffondere particelle di virus nell’aria) e al personale sanitario che dovrà avere contatti diretti coi malati
  • In caso di sospetti: non recatevi negli ospedali o dal vostro medico. Chiamate il pronto soccorso che provvederà a mandarvi a casa il personale medico autorizzato a prelevare un tampone con la massima sicurezza possibile.
  • Mantenere la calma, prendere d’assalto i supermercati o perdere il controllo può solo peggiorare le cose. Ascoltate le direttive delle autorità, restate nelle vostre case e andrà per il meglio.

 

 

croce rossa coronavirus

 

© Croce Rossa Italiana

Una piccola guida per lavorare da casa e affrontare la situazione

Molti di voi non sono abituati al lavoro agile è vero, e forse questa non è la situazione migliore per farlo, ma seguite la nostra guida e ritagliatevi uno spazio dedicato a casa vostra. Ricordatevi però, che lavoro da casa non vuol dire lavorare 24/24h; come in ufficio prendete le pause (soprattutto a pranzo che viene sempre un po’ tralasciata) e staccate la sera. Lo smart working può rendere un collaboratore più felice ma con le dovute precauzioni.

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