Sanzioni fatturazione elettronica? Quali conseguenze temere

di Virginia Fabris, il 15/04/21
sanzioni fatturazione elettronica

Esistono delle modalità specifiche in cui vanno redatte le fatture elettroniche e anche delle scadenze da rispettare per il loro invio. In caso di inadempienza o violazione dei termini per l’emissione delle fatture elettroniche sono previste delle sanzioni.

Dato che la fatturazione elettronica è stata inserita come pratica obbligatoria per molti soggetti professionali nel 2019, per quest’anno le sanzioni previste per inadeguatezze nella compilazione e nell’invio delle fatture sono state ridotte.

Il cosiddetto periodo di prova è, però, volto a termine con l’arrivo del 2020. Attualmente, dunque, seppur la fatturazione elettronica sia ancora un procedimento relativamente nuovo, è necessario prestare attenzione a non violare i regolamenti in materia di emissione delle fatture elettroniche.

Quali sono però le sanzioni per una fatturazione elettronica errata attualmente in vigore? Diamo loro un’occhiata più da vicino.

Fatturazione elettronica: le regole da rispettare

La fatturazione elettronica è diventata una pratica obbligatoria per tutti i detentori di partita Iva dal 1° gennaio del 2019. Gli unici soggetti esclusi da quest’obbligo sono, ad oggi, gli aderenti al regime forfettario o i produttori agricoli.

Le fatture elettroniche devono contenere determinate informazioni, devono essere redatte seguendo uno specifico modello ed è necessario utilizzare un formato particolare (XML). In particolare, le fatture elettroniche devono contenere almeno i seguenti dati:

  • La data di emissione della fattura;
  • Il numero progressivo di emissione della fattura;
  • I dati identificativi dell’emittente;
  • I dati identificativi del destinatario;
  • La descrizione della qualità, quantità e del prezzo delle merci in oggetto;
  • L’IVA imponibile e il relativo calcolo dell’imposta;
  • Il totale della fattura.

Cosa dice la legge? Sguardo alle normative vigenti

L’emissione e la trasmissione delle fatture elettroniche è regolata, nello specifico, da due normative:

  1. Articolo 6 del Decreto Legislativo 471/1997;
  2. Articolo 6 del Decreto Legislativo 472/1997.

Entro quale limite bisogna emettere le fatture? → Scadenze

Le fatture elettroniche devono essere inviate al Sistema di Intercambio (SdI) rispettando due limiti temporali distinti, a seconda del tipo di documento redatto.

  • Entro 12 giorni dalla data di emissione della fattura, in caso di fattura immediata;
  • Entro il giorno 15 del mese successivo a quello di emissione della fattura, in caso di fattura differita.

    👀 Fattura immediata → Documento fiscale inviato alla controparte il giorno stesso dell’avvenuta vendita o prestazione;

    👀 Fattura differita → Documento fiscale inviato in un secondo momento rispetto a quello dell’avvenuta consegna della merce o prestazione.

Quali sono le sanzioni per la fatturazione elettronica?

Sono previste sanzioni per uno scorretto invio della fattura elettronica in caso di:

  • Errori legati alla compilazione della fattura;
  • Omissioni in corso di compilazione della fattura;
  • Una tardiva emissione della fattura elettronica.

☝ In caso di violazione di più termini contemporaneamente, le sanzioni verranno emesse in un unico blocco, secondo il principio del “cumulo giuridico”.

Vediamo ora le sanzioni in vigore attualmente.

Sanzioni fatturazione elettronica 2021

Le possibili violazioni dei regolamenti in materia di fatturazione elettronica sono diverse. In base alla loro natura vengono maturati diversi tipi di sanzioni.

Le sanzioni previste in caso di fattura elettronica erroneamente emessa sono le seguenti:

→ Se: l’errore sulla fatturazione elettronica avviene con mancata conseguenza sulla corretta liquidazione dell’Iva, è prevista una sanzione di valore compreso tra 250 euro e 2000 euro.

→ Se: sussistono omissioni, effettuazione dell’operazione di invio tardiva o errori contenutistici, è applicata una percentuale compresa tra il 90% e il 180% dell’imposta, il che equivale ad un importo minimo di 500 euro.

→ Se: sono registrati importi non imponibili non assoggettati all’Iva o con reverse charge, la sanzione è di valore dal 5% fino al 10% del corrispettivo importo, in cui l’ammontare minimo è anche qui di 500 euro.

☝ In caso di violazioni solo formali, non è prevista alcuna sanzione, secondo quanto stabilito dall’articolo 6 comma 5-bis del Decreto Legislativo 472/1997.

Novità 2021

Dal 2021 sono entrati in vigore nuovi codici:

  • Per identificare la tipologia di documento: questi passano da 7 a 18;
  • “Natura Operazione”: questi passano da 7 a 21.

Un’incorrettezza nell’inserimento dei codici è da considerarsi come un errore formale nell’emissione della fattura. Come appena visto, secondo i commi 1 e 2 dell’articolo 6 del Decreto Legislativo del 1997, la sanzione prevista è, dunque, una multa compresa tra i 250 e i 2000 euro.

Come si può ridurre le sanzioni? Il ravvedimento operoso

In caso di errori o omissioni, è possibile ravvedere, ovvero operare delle correzioni, alle fatture emesse. Questa possibilità è confermata dall’articolo 13 del Decreto Legislativo del 1997, poi rettificato nel 2016.

In caso di rettifica delle violazioni, o ravvedimento operoso, è possibile ottenere una riduzione delle sanzioni previste per le suddette violazioni. Le riduzioni variano in base all’ammontare del tempo trascorso tra la violazione e la rettifica operata dal contribuente.

Esistono, infatti, diversi tipi di ravvedimento operoso:

  • Il ravvedimento breve: qualora la rettifica sia effettuata entro 30 giorni dalla compiuta violazione. In questo caso la sanzione corrisponderà ad 1/10 del minimo.
  • Il ravvedimento lungo: qualora la rettifica sia effettuata dal 31° al 90° giorno successivo alla scadenza prevista. In questo caso si applica 1/9 del minimo.
  • Il ravvedimento lungo o annuale: che comprende il periodo che intercorre tra il 91° giorno e il termine della scadenza di presentazione della dichiarazione dell’anno in corso. In questo caso la sanzione corrisponde ad 1/8 del minimo.
  • Il ravvedimento oltre l’anno: qualora la rettifica sia eseguita entro il termine di presentazione della dichiarazione dell’anno successivo. La sanzione, in questo caso, è relativa a 1/7 del minimo.
  • Il ravvedimento oltre i due anni: qualora la rettifica avvenga entro due anni dalla commessa violazione. La multa corrisponde qui a 1/6 del minimo.
  • Il ravvedimento post contestazione: qualora le violazioni vengano contestate dall’Agenzia delle Entrate. In questo caso viene applicata una sanzione corrispondente a 1/5 del minimo.

👉 Con il Decreto Legislativo del 1997, sono stati introdotti due nuovi livelli di ravvedimento applicabili nel caso in cui:

  • La correzione avvenga entro 90 giorni dalla scadenza prevista, allora è prevista una riduzione della sanzione della metà;
  • Il pagamento avvenga entro 15 giorni dalla scadenza prevista, allora la riduzione prevista è dell’1/15 della sanzione.

Come deve avvenire il pagamento delle sanzioni?

Il pagamento delle sanzioni deve avvenire necessariamente tramite compilazione del modello F24 messo a disposizione dal Sito dell’Agenzia delle Entrate. In particolare, in esso va compilata la sezione erario con specificazione del codice tributo 8911.

Ora che sei debitamente informato sui rischi che si corrono a non redigere adeguatamente ed trasmettere correttamente una fattura elettronica… in bocca al lupo per la gestione della tua macchina di fatturazione! Se necessiti di chiarimenti o hai delle domande, non esitare a contattare il nostro team. Lascia un commento nella sezione apposita, riceverai quanto prima una risposta da parte nostra!