L’iscrizione alla gestione separata INPS: procedura e oneri contributivi

di Giorgia Frezza, il 19/03/21
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L’iscrizione alla Gestione separata INPS: quali sono le categorie di lavoratori che rientrano in questo regime particolare di contributi previdenziali? Per chi è obbligatorio iscriversi? Quali sono le procedure da seguire? Una volta iscritti, quali sono gli oneri e gli obblighi da rispettare?

Vediamo insieme in questo articolo in cosa consiste l’iscrizione alla gestione separata INPS e chi può usufruire di questo regime di pagamento specifico.

Iscrizione alla Gestione Separata INPS: definizione

Origini

La legge Dini n.335/1995 ha stabilito nel 1996 la creazione dell’iscrizione alla Gestione separata INPS per poter pagare gli oneri contributivi di una specifica categoria di lavoratori che non rientrava nei regimi allora esistenti.

Questa legge viene emanata nel 1996 perché fu l’anno in cui il governo decise di passare da un sistema pensionistico basato sulla remunerazione retributiva (ovvero su quanto percepito dal lavoratore), a un sistema basato sulla remunerazione contributiva (ovvero su quanto versato al fondo INPS), indubbiamente meno vantaggioso.

Perchè viene creata l’iscrizione alla gestione separata INPS?

L’iscrizione alla gestione separata INPS viene concepita con lo scopo di dare la possibilità a uno specifico gruppo di lavoratori di versare gli oneri contributivi al fondo INPS. Infatti, il governo italiano si era accorto che una piccola parte dei lavoratori autonomi non era coperta dal sistema pernsionistico nazinoale, ovvero:

  • i lavoratori autonomi che non possiedono una propria cassa professionale e che non svolgono attività lavorativa di impresa
  • i lavoratori Co.Co.Co.

I commercianti, gli artigiani e i coltivatori diretti disponevano già di un regime di riferimento presso il fondo pensioni dell’INPS, quindi non sono rientrati tra le categorie di lavoratori autonomi per cui la legge Dini viene promulgata.

Chi sono gli aventi diritto all’iscrizione alla gestione separata INPS?

Come abbiamo già largamente spiegato, l’iscrizione alla gestione separata INPS è stata ideata per garantire un fondo pensionistico alle sezioni restanti di liberi professionisti non coperti da una cassa previdenziale.

Quindi alle due categorie citate nel paragrafo precedente, la legge Dini ne aggiunge ancora una terza, quella dei venditori a domicilio.

Inizialmente le categorie previste per l’iscrizione alla gestione separata INPS erano tre. Tuttavia la legge Dini è stata ampliata e estesa con l’aggiunta di nuove categorie di lavoratori indipendenti privi di un fondo pensione presso l’INPS.

Di conseguenza, nel 2020, gli aventi diritto sono diventati più numerosi e possono chiedere l'iscrizione alla gestione separata INPS anche i seguenti gruppi di lavoratori indipendenti:

  • spedizionieri doganali non dipendenti;
  • assegni di ricerca;
  • beneficiari di borse di studio per la frequenza ai corsi di dottorato di ricerca;
  • amministratori locali;
  • lavoratori autonomi occasionali;
  • associati in partecipazione;
  • membri di Consigli di amministrazione;
  • amministratori;
  • medici con contratto di formazione specialistica;
  • i prestatori di lavoro occasionale accessorio.

Le categorie qui elencate rappresentano il gruppo degli aventi diritto all’iscrizione alla gestione separata INPS. Tuttavia, ciò non garantisce un’iscrizione automatica a questo fondo pensionistico. Bisogna adempiere, infatti a delle condizioni specifiche per rientrare in questo regime pensionistico. Andiamo ad analizzare nel dettaglio, quindi, questi requisiti che rendono obbligatoria l’iscrizione alla gestione separata INPS.

Per chi è obbligatoria l’iscrizione alla gestione separata INPS?

Secondo la legge 335/1995, sono obbligati all’iscrizione alla gestione separata INPS gli aventi diritto che adempiono anche a uno di questi tre requisiti:

  • devono esercitare le professioni che abbiamo citato nel paragrafo precedente in modo abituale.
  • devono esercitare le suddette professioni in modo prevalente. Ciò significa che non è necessario che l’attività lavorativa in questione sia la sola svolta dal lavoratore. Per esempio, chi svolge un doppio lavoro, come lavoratore autonomo e lavoratore dipendente, ha l’obbligo di iscrizione alla gestione separata e versare i contributi per l’attività di lavoratore indipendente.
  • devono esercitare un’attività professionale il cui reddito sia superiore a 5 mila euro. La legge 326/2003 ha incluso, infatti, anche i lavoratori occasionali che percepiscono delle entrate superiori a 5mila euro.

Le procedure per l’iscrizione alla Gestione separata INPS

Una finestra di tempo ben precisa è stata stabilita per l’iscrizione alla gestione separata INPS: dopo 30 giorni dal primo rapporto di lavoro.

Anche le procedure di iscrizione prevedono dei canali specifici:

  • il patronato di riferimento
  • la pagina web dell’INPS dedicata al servizio
  • il contact center

Andiamo ad analizzare nel dettaglio i differenti servizi online messi a disposizione dall’INPS in base al tipo di lavoratori che deve iscriversi alla gestione separata inps:

  • Per l’iscrizione dei lavoratori parasubordinati alla Gestione Separata, deve essere compilata la “Domanda Iscrizione Parasubordinati“. Bisogna prima di tutto, eseguire l’autenticazione sul sito dell’INPS, in seguito dal menu presente nella landing page si seleziona la voce per l’iscrizione alla Gestione Separata. Comparirà, quindi, la pagina di iscrizione con tutti i campi da riempire. Per i lavoratori parasubordinati, bisognerà selezionare la voce “collaboratore o altra attività” e confermare l’iscrizione. è molto importante non dimenticare di stampare la ricevuta.
  • Per i liberi professionisti, il percorso da seguire è il medesimo con la sola differenza che la domanda da compilare si trova sotto la voce “Iscrizione liberi professionisti”

Una volta portata a termine la compilazione della domanda online, l’INPS mette a disposizione tre canali differenti per la trasmissione della stessa:

  • il portale web, attraverso i servizi telematici attraverso il portale dell’Istituto;
  • il Contact Center Multicanale, tramite il numero verde 803164;
  • gli intermediari dell’INPS, attraverso i relativi servizi telematici.

Cosa comporta l'iscrizione alla Gestione separata INPS?

Una volta iscritti al regime di gestione separata INPS, quali sono gli oneri e i benefici di cui potete usufruire?

Gestione separata INPS: oneri e ripartizioni

Il soggetto iscritto alla Gestione separata INPS ha l’obbligo di versare al fondo pensionistico i contributi che risultano per ⅓ a carico del lavoratore collaboratore e per ⅔ a carico del committente.

Il committente deve effettuare il versamento dei contributi tramite il modello F24 entro il 16esimo giorno del mese successivo a quello in cui il lavoratore ha percepito lo stipendio.

Nel caso dei lavoratori autonomi o liberi professionisti che non rientrano nelle casse di previdenza di riferimento INPS, l’onere del pagamento dei contributi è completamento a loro carico e solo il 4% deve essere pagato dal committente. In ogni caso, il metodo di pagamento avviene sempre attraverso la compilazione del modello F24 online.

Per i liberi professionisti, invece, i contributi da versare al fondo INPS sono completamente a loro carico e devono essere pagate sempre tramite il modello F24 online. Le scadenze fiscali per il pagamento corrispondono a quelle previste per il versamento delle imposte sui redditi.

Nel caso particolare di collaborazione coordinata e continuativa , all’associante spetterà pagare una base imponibile che corrisponde al 55% e all’associato il 45% .

Quali sono le aliquote e contributi alla gestione separata 2020?

La circolare n. 12 del 3 febbraio 2020 ha stabilito e comunicato le aliquote massimali e minimali di reddito da pagare al fondo gestione separate INPS.

  • aliquota al 33% per i collaboratori e figure similari iscritti esclusivamente alla gestione separata INP. A questa aliquota, si sommano:
    • 0,50% (per maternità, assegni nucleo familiare, malattia, degenza ospedaliera);
    • 0,22% (comma 791, articolo unico, della legge n. 296/2006);
    • 0,51% (lavoro autonomo non imprenditoriale).
  • aliquota al 24% per pensionati o assicurati sotto altri regimi previdenziali obbligatori. Questa aliquota è valida sia per collaboratori o figure similari che per i professionisti.
  • aliquota al 25% per liberi professionisti in Gestione separata e non assicurati ad altri regime previdenziali o pensionistiche. A questa aliquota, grazie alla legge n. 296/2006, si aggiunge uno 0,72% per
    • maternità,
    • assegni nucleo familiare,
    • malattia,
    • degenza ospedaliera

Adesso conoscete nel dettaglio i vantaggi di questo particolare regime di tutela previdenziale. Se rientrate nelle categorie che abbiamo analizzato, potrebbe essere più che conveniente,quindi, risultare iscritti alla gestione separata INPS.