Attività e passività: i pilastri dello stato patrimoniale

di Maxime Perotti, il 09/12/20
Attività e passività: i pilastri dello stato patrimoniale

Quando si parla di contabilità, si sente spesso parlare di attività e passività. Ma sapete di cosa si tratta esattamente? All’interno dello stato patrimoniale, sapete che cosa rientra nelle attività? E quali voci rientrano invece nelle passività?

Facciamo il punto su questi concetti di contabilità, che costituiscono due facce della stessa medaglia. Al termine della lettura, avrete le idee molto più chiare in materia!  

Definizione di attività e passività

Comprendere alla perfezione la differenza tra attività e passività è fondamentale per stabilire lo stato di salute di un’azienda.

Infatti, attivi e passivi costituiscono due elementi imprescindibili per redigere lo stato patrimoniale:

  • inglobano tutte le scritture contabili della società in un determinato periodo, denominato anno fiscale (o esercizio);
  • definiscono sinteticamente il patrimonio dell’impresa.

💡 Sapete in cosa consiste lo stato patrimoniale? Si tratta di un documento che definisce la situazione del patrimonio di un’azienda in uno specifico momento, e che assieme al conto economico, al rendiconto finanziario e alla nota integrativa, compone il bilancio d'esercizio.  Al suo interno, le attività e le passività si trovano in due sezioni contrapposte.



Cosa sono le attività in contabilità?

➕ In contabilità, le attività rappresentano tutto ciò che un’azienda possiede.

Gli attivi comprendono pertanto i beni che:

  • hanno generato valore, permettendo all’impresa di funzionare;
  • stanno generando valore,
  • creeranno valore in futuro.

Le attività si posizionano nella colonna sinistra dello stato patrimoniale.

Cosa sono le passività in contabilità?

➖ In contabilità, le passività rappresentano tutti i debiti contratti da un’azienda, più i capitali propri. In altri termini, si tratta di un valore economico negativo, poiché induce un deflusso di risorse.

Le passività sono costituite da tutte le risorse che hanno permesso alla società di finanziare e coprire le sue attività.

Si posizionano nella colonna di destra dello stato patrimoniale.

L’equilibrio tra attivi e passivi nello stato patrimoniale

Per redigere un bilancio conforme ai principi contabili, è indispensabile che attività e passività siano coincidenti. Infatti, se per ipotesi le 2 parti non coincidessero (ad esempio con le attività superiori alle passività), vorrebbe dire che i fondi investiti sarebbero superiori a quelli realmente disponibili, evento per natura impossibile. 

Si può quindi affermare che il capitale investito genera ricchezza, e che le passività generano le attività. 

Da cosa sono composte le attività? 

L’attivo immobilizzato

Le immobilizzazioni costituiscono gli investimenti a lungo termine dell'azienda, destinati a durare nel tempo e a generare valore. 

Si distinguono tre tipologie di immobilizzazioni:



Tipo di immobilizzazione

Definizione

Esempio

Immobilizzazioni materiali

Sono beni destinati ad un uso nella produzione aziendale

Immobili, automobili, strumenti, computer, ecc.

Immobilizzazioni immateriali

Sono beni intangibili.

Software, brevetti, licenze, marchi, costi di avviamento, ecc.

Immobilizzazioni  finanziarie

Sono attività finanziarie di lungo periodo, non “smobilizzabili” nell’immediato.

Titoli di partecipazioni in imprese controllate, cauzioni, ecc.

L’attivo circolante

Gli attivi circolanti, anche chiamati attività correnti,  sono gli impieghi di breve durata. Sono pertanto più “liquidi” rispetto alle immobilizzazioni.

Costituiscono un asset necessario per il buon funzionamento aziendale, e comprendono:

  • riserve (stock) e materie prime in uso;
  • crediti da clienti e/o fornitori;
  • disponibilità di cassa (in particolare denaro nei conti correnti);
  • ratei e risconti attivi.

Da cosa sono composte le passività? 

Le passività consolidate

Poste in alto, nella colonna di destra, si trovano le passività consolidate, composte da:

  • capitale sociale: il contributo dei soci e degli azionisti alla costituzione della società, o in seguito ad aumento di capitale;
  • riserve: i proventi non redistribuiti in dividendi, a disposizione dell’azienda;
  • utili (perdite) portati a nuovo;
  • risultati dell’esercizio: la creazione o la perdita di ricchezza a seconda che il risultato sia positivo o negativo.

Le passività correnti

In basso a destra, si trovano le passività correnti. Si tratta dei debiti contratti dall’impresa:

  • debiti finanziari: verso banche, azionisti o istituti di credito,
  • debiti verso i fornitori,
  • debiti fiscali,
  • debiti sociali.

💡 Perché i debiti sono considerati risorse contabili? Perché rappresentano somme di denaro che non sono ancora state prelevate dai conti dell'azienda dal punto di vista contabile, quindi sono denaro ancora a disposizione.

Ogni imprenditore ha costantemente a che fare con attività e passività. Per questo motivo, è importante avere ben chiari questi due concetti di contabilità, conoscendo nel dettaglio che cosa rappresentano e da cosa sono composti.