I diritti e i doveri del datore di lavoro per garantire la sicurezza sul posto di lavoro

di Giorgia Frezza, il 30/04/21
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In un'azienda, per fare in modo che tutto funzioni correttamente, ogni collaboratore deve svolgere il proprio ruolo. Ma l'andamento e la riuscita economica dell’impresa sono soggetti alle direttive e alle decisioni del datore di lavoro. Tra i diversi compiti delle risorse umane c'è anche l'attenzione al rispetto dei doveri dei datori di lavoro. 

Questa figura importantissima all’interno dell’azienda può esercitare dei diritti ed è soggetta a dei doveri che deve rispettare affinché il lavoro aziendale si svolga in modo proficuo e armonioso. Scopriamo insieme quali sono i diritti e i doveri del datore di lavoro.

Quali sono i diritti e i poteri del datore di lavoro?

Il datore di lavoro si trova al vertice della piramide gerarchica, in quanto è il capo dell’azienda e la sua posizione è al di sopra di tutte quelle dei suoi collaboratori. Il datore di lavoro ricopre una funzione di responsabilità e di guido di tutte le strutture operative che fanno parte di un azienda. I collaboratori si rivolgono a lui per conoscere le direttive che porteranno l’azienda a raggiungere un profitto o un guadagno e rimanere competitivi sul mercato della concorrenza.

Possiamo classificare i suoi poteri secondo tre categorie differenti:

  1. Il potere direttivo. Questo potere consente di indirizzare il lavoro svolto dai dipendenti nella direzione dell’organizzazione e della performance economica dell’azienda.
  2. Il potere di controllo. Questo potere permette al datore di lavoro di sorvegliare l’operato dei suoi dipendenti in base agli standard di performance richiesti e a seconda degli ordini o delle direttive impartite.
  3. Il potere disciplinare, previsto dall’art. 2106 cod. civ. e regolamentato dall’art. 7 della legge n. 300/70 dello Statuto dei lavoratori. Questo potere permette di sanzionare i comportamenti non conformi allo statuto interno all’azienda. Un lavoratore che non rispetta gli obblighi stabiliti dal proprio datore di lavoratore può essere sanzionato. Tuttavia, il datore di lavoro ha l’obbligo di rendere lo statuto di norme e comportamenti pubblico e accessibile a tutti i dipendenti, in modo che tutti i dipendenti siano a conoscenza delle norme e delle relative sanzioni. Il codice di comportamento ha lo scopo di illustrare le norme disciplinari da seguire, ma non solo: espone anche i rischi in cui si può incorrere se le regole non vengono rispettate.

Quali sono le sanzioni che può applicare?

Le sanzioni che possono essere applicate, in ordine di gravità, sono:

  • rimprovero verbale;
  • rimprovero scritto;
  • la multa;
  • sospensione dal lavoro.

Le sanzioni non significano l’interruzione del rapporto di lavoro, ma vengono conservate nell’anagrafica del dipendente. Tuttavia, il datore di lavoro ha il diritto di procedere a un licenziamento per motivi disciplinari, nel caso in cui il dipendente abbia commesso delle azioni gravi a livelli della condotta comportamentale. Il dipendente, tuttavia, può esercitare il diritto di difendersi dalle contestazioni nei suoi confronti.

I poteri del datore di lavoro: esistono dei limiti?

I poteri del datore di lavoro non sono infiniti e senza limiti. Il datore di lavoro non è un monarca assoluto: il suo operato è limitato dai principi presenti nella Costituzione Italiana, ovvero:

  • il principio di uguaglianza,
  • il principio della protezione del lavoratore e della garanzia per l’esercizio dei diritti sindacali,
  • i diritti fondamentali della dignità e della riservatezza.

La legge n. 300/70 (c.d. “Statuto dei Lavoratori”) precisa chiaramente i limiti imposti all’esercizio del potere da parte del datore di lavoro

I limiti citati possono essere di due nature:

  • soggettivi, quando riguardano le persone che detengono delle posizioni di controllo.
  • oggettivi, quando tracciano il tracciato entro il quale il potere può essere attuato.

Per esempio, le guardie giurate possono estendere il loro dominio di competenza solo fino alla tutela del patrimonio aziendale, mentre il controllo della vita dei lavoratori non rientra nel loro perimetro di controllo.

Cambiamento dei limiti oggettivi

Ci sono state delle modifiche per quanto riguarda i limiti oggettivi che il datore di lavoro deve rispettare. Al giorno d’oggi, è considerato legittimo controllare a distanza l’operato dei dipendenti se i motivi rientrano nei seguenti campi:

Questo ampliamento dei poteri del datore di lavoro è di recente adattazione ed è ristretto a delle categorie ben precise di lavoratori come i lavoratori dei c.d. “call center”, ad esempio. Infatti, come abbiamo detto, lo statuto dei lavoratori impedisce ogni tipo di controllo da parte del datore di lavoro sulla condotta dei dipendenti.

Il datore di lavoro deve ricordare, inoltre, che anche su di lui gravano delle regole di condotta che è tenuto a rispettare nei confronti dei suoi dipendenti. Per esempio, non può licenziare un dipendente senza una ragione comprovata: dovrà sempre specificare il motivo di tale decisione.

In conclusione, i limiti del potere del datore di lavoro non potranno mai essere contrari alla legge o mettere in una posizione scomoda la dignità del lavoratore.

Il datore di lavoro, inoltre, non ha il diritto di indagare sulla vita privata del lavoratore, per ottenere delle informazioni sui suoi orientamenti politici, religiosi o sindacali: è una violazione del diritto alla privacy del dipendente. Causa anche dei gravi problemi di discriminazione, che, se comprovata, può essere perseguita penalmente.

I doveri del datore di lavoro

I doveri del datore di lavoro sono speculari rispetto ai diritti del lavoratore.

Per esempio, al diritto del lavoratore di ricevere un salario con cadenza mensile corrisponde l’obbligo e il dovere da parte del datore di lavoro di pagare i dipendenti tutti i mesi.

I doveri del datore di lavoro sono stati decisi e stabiliti dalla normativa legale in materia di lavoro, dai CCNL di riferimento e dai contratti di lavoro personalizzata per ogni categoria di lavoratori.

Ecco, quindi, quali sono i doveri del datore di lavoro:

  • l’obbligo di pagare lo stipendio ai dipendenti. Il datore di lavoro non si può sottrarre a questo dovere, in quanto la legge prevede che il lavoratore venga remunerato in base a delle tempistiche indicate nel suo contratto di lavoro.
  • l’obbligo di versare i contributi in base ai criteri stabiliti dalle forme di previdenza e assistenza obbligatorio per i lavoratori dipendenti. Il datore di lavoro svolge il ruolo di sostituto di imposta per i lavoratori dipendenti
  • l’obbligo di tutelare la salute, la sicurezza e la dignità dei lavoratori sul posto di lavoro. Il datore di lavoro deve essere in grado di garantire un ambiente lavorativo atto a prevenire gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali, in base al D.lgs. n. 626/94 e succ. mod. e int.

Per quanto riguarda l’ultimo punto, deve ricreare un ambiente in cui le misure sanitarie permettono di garantire l’integrità fisica e la personalità morale del dipendente. Le attrezzature, l’esperienza tecnica e il tipo di lavoro possono presentare dei rischi che il datore di lavoro deve essere in grado di anticipare e evitare, al fine di garantire un ambiente il più sicuro possibile per il lavoratore.

A parte i classici interventi sul lavoro legati all’utilizzo di macchinari, il datore di lavoro è tenuto a creare un ambiente sano che eviti situazioni di stress, di burn out o di mobbing.