Fondi interprofessionali: cosa sono e come aderire?

di Giorgia Frezza, il 26/05/21
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In un mercato di lavoro in continua evoluzione in cui bisogna sempre essere aggiornati sulle ultime innovazioni, i corsi di formazioni sono fondamentali per avere un personale sempre preparato.

Ma come vengono finanziati questi training? I fondi interprofessionali sono la risposta. La maggior parte dei finanziamenti deriva dai versamenti presenti nei fondi interprofessionali.

Ma cosa sono esattamente? Sono un’istituzione di recente innovazione e non sempre sono così ben conosciuti. Per questo motivo, Appvizer vi porta alla scoperta della funzione e del ruolo di questi fondi e della procedura di adesione. Inoltre quali sono i parametri per scegliere il fondo interprofessionale più adatto?

I fondi interprofessionali: cosa sono e a cosa servono?

I fondi interprofessionali sono istituzioni nati dall’associazione di organizzazioni sindacali e altri organismi che rappresentano le parti sociali.

I fondi interprofessionali, chiamati più precisamente fondi paritetici interprofessionali per la formazione continua, sono resi legittimi dalla legge 338, promulgata nel 2000. Tuttavia, le prime associazioni vedono la luce qualche anno più tardi.

La legge 388 dà la possibilità alle aziende di devolvere il cosiddetto “contributo obbligatorio per la disoccupazione involontaria” (aliquota dello 0,30% dei contributi versati all’INPS) a uno dei fondi interprofessionali. Le quote versate a questo fondo verranno impiegate per sovvenzionare i corsi di formazione aziendale.

L’utilità dei fondi interprofessionali

I fondi interprofessionali hanno l’obiettivo di finanziare i corsi di formazione personali e individuali e tutti i progetti rivolti ai dipendenti di un’azienda. A partire dal 2011, questi corsi di formazione possono riguardare anche i lavoratori che hanno contratti di apprendistato e a progetto.

Come entrare a far parte di un fondo interprofessionale?

Per entrare a far parte di un fondo interprofessionale, bisogna trasmettere all’INPS tutte le sezioni apposite del flusso UNIEMENS.

Dopo che la scelta del fondo interprofessionale è stata effettuata, l’azienda dovrà marcare la voce “Adesione” nella sezione “FondoInterprof”, stando attenta a non dimenticare di indicare il codice del fondo e il numero dei dipendenti.

Ogni azienda ha diritto all’adesione ad un solo fondo, la cui validità è di un anno ed è possibile applicare una revoca alla suddetta adesione.

Nel caso in cui l’azienda decida di eseguire una revoca per cambiare il tipo di fondo interprofessionale, si potrà spostare il 70% del totale delle cifre versate nel triennio antecedente a quello precedente.

Tuttavia, questo trasferimento non può essere effettuato se:

  • si parla di micro e piccole imprese;
  • la cifra da trasferire è inferiore a 3.000 euro;
  • le cifre che si intende trasferire risalgono a periodi antecedenti il 1° gennaio 2009.

Tutte le aziende che decidono di non aderire a un fondo interprofessionale saranno obbligate a versare lo 0,30% che abbiamo citato all’inizio all’INPS. Per questo motivo, è consigliabile investire in un fondo interprofessionale questo importo in modo da poter partecipare e organizzare personalmente le attività di formazione delle propria azienda.

Informazione sullo stato attuale dei fondi interprofessionali

Attualmente i fondi interprofessionali sono in totale 19, dei 22 riconosciuti dal Ministero del Lavoro. Di questi, 3 sono dedicati ai dirigenti. Ai fondi citati, bisogna calcolare anche il Forma. Temp. specifico per il training e la formazione dei lavoratori in somministrazione.

Questi fondi interprofessionali sono largamente diffusi: nel 2015, in base alle statistiche raccolte, i soldi stanziati in questi fondi arrivavano a 634 milioni di euro, l’equivalente dell’80% del totale delle risorse dell’0,30% per il training e la formazione dei clienti.

Possiamo evincere che attualmente questi fondi finanziano la maggior parte delle azioni di formazione continua. Bisogna precisare che a causa di tagli e prelievi extra-ordinari, lo 0,30% è diventato lo 0,19%.

I fondi interprofessionali possono sovvenzionare 4 tipi differenti di piani di formazione:

  • piani territoriali, ovvero dei training specifici per azioni di formazione che riguardano imprese di settori produttivi differenti ma che agiscono sullo stesso territorio;
  • piani settoriali, ovvero corsi di formazione che interessano più imprese dello stesso settore;
  • piani aziendali, ovvero corsi di formazione specifici per i lavoratori delle singole aziende;
  • piani individuali, ovvero dei corsi di formazione personalizzati e indirizzati a singoli lavoratori con lo scopo di provvedere a una riqualificazione delle loro competenze.

Secondo quali criteri scegliere il proprio fondo interprofessionale?

Un primo criterio di selezione può essere il settore di appartenenza: i fondi interprofessionali esistono per tutti i tipi di settori aziendali. Un’alternativa può essere rappresentata dal tipo di contratto somministrato ai dipendenti.

Il terzo criterio è rappresentato dalle modalità di erogazione dei finanziamenti.

Ne esistono principalmente 3.

La prima è basata sugli avvisi e i giudizi che l’azienda riceve a seguito della concezione del proprio piano formativo, nei limiti di legge indicati dal bando. In questa situazione, la formazione indicata viene approvata e riceve i relativi fondi se la commissione giudica idoneo il progetto presentato dall’azienda.

La seconda modalità è chiamata il Conto Formazione Aziendale: si tratta di un conto in cui l’azienda può depositare gli importi versati. Grazie a questa modalità, l’azienda può gestire in modo intelligente le somme versate in questo fondo. Dovrà solo fare attenzione a restare nei limiti di finanziamento indicati dal tipo di fondo che ha scelto.

La terza opzione è rappresentata dal Conto Formazione Aggregato, ovvero un conto comune ad aziende differenti che condividono gli importi versati. Per gestire le risorse, si può decidere di lasciare l’incarico a una delle aziende del conto comune o direttamente a un ente di formazione.

In questo caso, le dimensioni dell’azienda influenzano maggiormente la scelta. Infatti, le grandi imprese preferiscono gestire un conto aziendale individuale, dato che avranno i mezzi per nutrire e alimentare i finanziamenti. Per le PMI sarà più facile avere un conto in comune o ottenere un fondo tramite il sistema degli avvisi.

In generale, la scelta sarà basata su molteplici varianti, tenendo conto che i bisogni di formazione sono un criterio prioritario.

Speriamo che questo articolo sui fondi interprofessionali possa esservi utile. Ma vi consigliamo di approfondire l’argomento perchè i fondi interprofessionali sono molteplici e possono essere adattabili alle esigenze di differenti tipi di impresa.

Per questo motivo, se avete intenzione di aderire a un fondo interprofessionale, vi consigliamo di analizzare attentamente tutti i fondi disponibili in base alle vostre esigenze reali.