La fattura anticipata: un caso particolare di fatturazione

di Giorgia Frezza, il 28/04/21
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Il D.p.r. 633/1972, meglio conosciuto come Decreto Iva, precisa all’art. 21 che bisogna emettere la fattura “nel momento di effettuazione dell’operazione”. Quindi bisogna emettere la fattura al momento del pagamento del bene o della fine della prestazione di un servizio.

Se ci attenessimo alla normativa, non ci sarebbe spazio per la fattura anticipata, dato che risulta un documento contabile emessa prima del pagamento vero e proprio.

Tuttavia, non è proprio così, in quanto esistono delle casistiche in cui è possibile emettere una fattura anticipata.

Fattura anticipata: definizione

La fattura anticipata è un documento contabile redatto prima dell’effettuazione dell’operazione di pagamento. Risulta, comunque, a tutti gli effetti una vera e propria fattura che rispetta tutti i requisiti di legge imposti per l’emissione di una fattura tradizionale.

La fattura anticipata può essere considerata una sorta di finanziamento che consiste nell’anticipo di parte della cifra di una fattura. Se abbiamo una fattura emessa, ma non ancora incassata, possiamo recarci in banca per riscuotere una parte dell’importo se la fattura è anticipata.

La fattura anticipata richiede anche l’accordo della banca, che rende possibile il prelievo dell’importo totale della fattura semplicemente con la presentazione della fattura anticipata. La banca anticipa la somma, avendo la certezza che la fattura verrà incassata in un futuro prossimo.

I personaggi coinvolti in questo scambio sono la banca, l’impresa che ha emessa la fattura e il cliente a cui è indirizzata la fattura.

Questo tipo di fattura è spesso impiegato dalle società che non riescono a garantire il pagamento delle fatture di cui sono creditrici e che con la fattura immediata possono incassare subito della liquidità.

Quali fatture sono considerate fatture anticipate?

Come menzionato in precedenza, si possono emettere delle fatture anticipate solo in casi particolari quali:

  • incasso di acconti: la deroga è valida solo per le cessioni di beni, poiché gli acconti sono considerati la norma nell’ambito delle prestazioni di servizi;
  • emissione anticipata della fattura.

Solo nei due casi sopra citati possiamo parlare di fattura anticipata. In ogni caso possiamo trovare diverse diciture nella letteratura. . In ogni caso, a prescindere dalla dicitura, per essere considerate tali:

  • devono contenere tutte le informazioni obbligatorie delle fatture tradizionali
  • devono essere iscritte nell’apposito registro, con la conseguente scrittura contabile del debito IVA.

Per esempio, dei liberi professionisti, che permettono di dilazionare il pagamento o prevedono il versamento di acconti durante il periodo del servizio offerto, dovranno contabilizzare queste diciture contabili sotto il nome di fattura anticipata, se vengono comparate con il preventivo finale della fattura complessiva.

La fattura anticipata per i liberi professionisti

I liberi professionisti hanno l’abitudine di emettere delle fatture, chiamate fatture proforma, avviso di parcella, notule, seguendo gli stessi criteri di compilazione di una vera e propria fattura.

Questa pratica è tuttavia erronea dal punto di vista legale. Infatti, i soggetti che compilano questo tipo di fatture aggiungono semplicemente la dicitura “fattura proforma” per distinguere queste ultime dalle fatture tradizionali.

Questi documenti non dovrebbero essere compilati in questo modo, in quanto non hanno lo stesso fine legale di una fattura tradizionale a tutti gli effetti, ma vengono utilizzate per esigere il pagamento di una prestazione senza dover pagare l’imponibile IVA, dato che il servizio offerto non è ancora concluso.

L’Agenzia delle Entrate specifica chiaramente che non basta chiamare un documento con una nome diverso da quello di fattura per spogliarlo dei suoi effetti a livello legale o fiscale.

L’articolo 21, conosciuto come Decreto Iva, dispone che una fattura, anche se rientra nella categoria delle fatture proforma, è riconosciuta in quanto fattura se contiene tutti gli elementi tipici di una fattura tradizionale.

La fattura anticipata per la cessione dei beni

In base alla normativa, una fattura viene redatta e contabilizzata quando il prodotto è recapitato al cliente o al destinatario finale, o attraverso un vettore, con l’accompagnamento di un apposito documento di trasporto.

Se prendiamo in considerazione la cessione di beni e la prestazioni di servizi, si può emettere una fatturazione anticipata prima che si effettui l’operazione di compravendita.

Più nel dettaglio, bisogna precisare che per la cessione dei beni è concessa la fatturazione anticipata prima della consegna di quest’ultimi e dell’emissione del documento di trasporto.

L’articolo 6, quarto comma, del D.p.r. 633/1972 precisa, inoltre, che, nel caso in cui la fattura anticipata riguarda l’importo totale dell’operazione, i beni o i servizi inclusi in questa fatturazione anticipata possono essere recapitati anche senza alcun documento aggiuntivo (fattura o documento di trasporto).

Il ruolo della fattura anticipata nella consegna delle merci

Il DPR del 1972, e diverse altre normative, hanno concesso il diritto di fatturazione in un momento antecedente all’emissione della bolla di accompagnamento.

Purtroppo, la normativa non risulta chiarissima sull’argomento e anche le opinioni di commercialisti e esperti contabili sono contraddittorie a riguardo.

Il problema sussiste soprattutto nel caso in cui un cliente richiede la fattura ancor prima della consegna o della spedizione dei prodotti richiesti. Al contrario, nel caso in cui un fornitore debba fabbricare un oggetto su misura, deve disporre della possibilità di emettere una fattura ancor prima che l’oggetto stesso venga fabbricato.

Il nostro consiglio, in questi casi, per evitare potenziali controversie, è di fatturare in anticipo, indicando la data prevista di consegna, segnalando anche una data ultima di consegna per dipanare ogni dubbio. In seguito è preferibile allegare ai beni inviati e alla praticauna seconda fattura la cui cifra corrisponde a zero con riferimento alla fattura già pagata in anticipo (contabilizzata come fattura anticipata). Ai fini fiscali, sarà comunque la fattura ufficiale in cui è indicato il pagamento che viene contabilizzata.

Data di emissione della fattura anticipata

Come abbiamo ripetuto più volte, il libero professionista o colui che offre dei servizi, ha l’obbligo di emettere una fattura in base all’articolo 6 DPR 633/1972. Tuttavia, dato che esiste la possibilità di effettuare e emettere una fattura ancora prima del pagamento, bisogna precisare che oneri e doveri vengono generati da quest’azione:

l’obbligo di pagamento dell’iva per chi emette la fattura il diritto alla detrazione per il ricevente.

Il soggetto in questione può fare richiesta di detrazione di una fattura con data operazione del mese X, soltanto se contabilizza la suddetta fattura entro il giorno 16 del mese X+1 se mensile, o entro il giorno 16 del mese X+2 se trimestrale.

Avete ancora dei dubbi sulla fattura anticipata? Purtroppo è un argomento che creare ancora molte controversie e su cui la normativa non è chiarissima. Noi abbiamo cercato di essere il più precisi possibili, ma se avete ancora delle domande, non esitate a porle. Condividete con noi le vostre osservazioni nella sezione dedicata ai feedback.