Capitale umano: cos'è e quanto vale? Suggerimenti per gestirlo

Capitale umano: definizione e suggerimenti per gestirlo

Capitale umano: definizione e suggerimenti per gestirlo

Cosa si intende per gestione del capitale umano in azienda?

Allo stesso modo dei vostri clienti, il capitale umano, costituito dai vostri dipendenti, rappresenta un elemento strategico per il successo aziendale.

Ma qual è il suo ruolo in azienda? Come sfruttarlo al meglio per migliorare le performance, potenziare l’employer branding e attrarre i migliori talenti?

In poche parole, come valorizzare il capitale umano dell’azienda?

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Che cos’è la gestione del capitale umano?

Definizione di capitale umano

Prima di tutto, occorre fornire una definizione di capitale umano, concetto studiato dagli economisti fin dai primi anni Sessanta del Novecento.

Utilizzato per la prima volta nel 1961 dall’economista Theodore Schultz, specialista di sviluppo economico, la nozione è stata ripresa nel 1964 da Gary Becker, vincitore del premio Nobel per l'economia nel 1992.

Secondo Becker, l'accumulo di competenze e conoscenze lungo tutto l'arco della vita costituisce un vero e proprio asset immateriale che i dipendenti mettono quotidianamente a disposizione dell’azienda attraverso:

  • attitudini (innate),
  • competenze (acquisite),
  • conoscenze utili (cultura generale),
  • qualifiche (diplomi),
  • esperienze professionali,
  • capacità produttive.

Si può quindi considerare la conoscenza individuale come un investimento, con i suoi costi (educativi e formativi) e il suo valore potenziale (stipendio, produttività…).

Il calcolo del capitale umano

Sebbene si tratti di un bene intangibile, l’Istat ha provato a calcolare il valore medio pro capite del capitale umano in Italia. Secondo le sue stime corrisponderebbe a 342 mila euro.

Se però si confronta il valore medio degli uomini (453 mila euro) con quello delle donne (231 mila euro), emerge una disparità notevole, a testimonianza di quanta strada rimanga ancora da fare in Italia per raggiungere la parità di genere.

Questi valori, corrispondenti al totale dei redditi futuri dell’individuo, dipendono da fattori quali l’età, la capacità reddituale, la stabilità del posto di lavoro, il rischio professionale, ecc.

La gestione del capitale umano

La gestione del capitale umano, anche chiamata Human Capital Management (HCM), ha l’obiettivo di ottimizzare e utilizzare al meglio le conoscenze e competenze dei talenti presenti in azienda.

Dal punto di vista aziendale, è molto importante riuscire a:

  • individuare i punti di forza di ciascun collaboratore,
  • ottimizzarli per ottenere un vantaggio competitivo e migliorare il benessere sul posto di lavoro.

La differenza tra capitale umano e risorse umane

La differenza è sottile:

  • le risorse umane comprendono le risorse umane a disposizione di un'azienda, sia in termini di manodopera che di competenze,
  • il concetto di capitale umano può essere rappresentato come il valore aggiunto di queste competenze presenti in azienda.

Gestione dei talenti e gestione delle competenze, cosa cambia?

Un individuo dispone al contempo di talenti e competenze.

Se desiderate investire nel vostro capitale umano, è importante comprendere questi 2 concetti:

  • un talento, termine usato in ambito HR dagli anni Duemila, rappresenta un'attitudine, una capacità innata, che può essere coltivata.

    Spesso si tratta di soft skills, come ad esempio la leadership o il public speaking.

  • una competenza, si acquisisce con l’esperienza o la formazione, e richiede aggiornamenti periodici per stare al passo con le nuove pratiche e gli sviluppi tecnologici, a seconda del settore. Si parla in questo caso di hard skills. Un esempio è costituito dalle conoscenze informatiche.

Suggerimenti per valorizzare il capitale umano in azienda

1. Individuate le competenze chiave presenti

L’analisi delle competenze è un’attività molto importante. Conoscere le ambizioni dei vostri dipendenti vi permette di verificare regolarmente la corrispondenza tra i vostri obiettivi strategici e i talenti utilizzati.

È importante conoscere al meglio profili e competenze presenti all’interno dell’azienda, per essere pronti ad accompagnare il cambiamento (ad esempio per questioni giuridiche, tecnologiche, sociali o economiche).

2. Investite nella formazione

Mantenere alta la motivazione di ciascun dipendente è la chiave per un management delle competenze individuali efficace. Si tratta di:

  • offrire prospettive di carriera chiare a breve, medio e lungo termine,
  • garantire una formazione continua per rimanere sempre aggiornati,
  • assicurare un’evoluzione costante delle mansioni, in linea con i desideri dei dipendenti.

Concedere ai vostri dipendenti tempo e denaro per la formazione, permette di valorizzarli, motivarli e aumentare l’engagement. Così, sono spinti a innovare e a superare i propri limiti.

3. Valorizzate le soft skills

Un buon modo per potenziare l’employer branding, e di conseguenza attrarre e trattenere i migliori talenti, è di valorizzare le soft skills. Aldilà di curricula e titoli di studio, occorre ricercare competenze trasversali in linea con i valori promossi dall’azienda.

Oltre a contribuire alla costruzione di una Brand image di livello, scegliere candidati con determinate competenze relazionali permette di ridurre gli errori in fase di recruiting.

Un buon modo per rilevare le soft skills è attraverso test psicometrici.

4. Sfruttate il vostro archivio di CV

La gestione e la fidelizzazione dei talenti passa anche da un utilizzo ottimale del gran numero di candidature ricevute.

Può succedere che, quando si propone una nuova offerta di lavoro, disponiate in archivio di diversi CV di profili adatti precedentemente scartati per altri incarichi.

In fase di recruiting, perché non iniziare proprio dall’archivio di curriculum a disposizione? Potreste trovare il candidato ideale!

5. Ottimizzate la qualità della vita in azienda

Per dimostrare attenzione al benessere dei vostri dipendenti, potete sollecitarli ad esprimere le loro opinioni per mezzo di questionari di soddisfazione. Così, potete individuare possibili aree di miglioramento.

6. Coinvolgete i vostri collaboratori in fase di recruiting

Coinvolgere i dipendenti in fase di recruiting è molto importante. Spesso infatti, sono loro a sapere meglio di chiunque ciò di cui l’azienda necessita.

Esistono diversi software che vi aiutano ad ottimizzare questo processo:

  • Living Business è una soluzione avanzata per la gestione del recruting,
  • Qweb è specializzato nell’archiviazione dei CV.

L’importanza del capitale umano

Il capitale umano rappresenta un potenziale che può evolversi e svilupparsi a seconda del contesto aziendale.

Una buona gestione del capitale umano a disposizione permette di:

  • migliorare la produttività e le performance individuali e collettive,
  • aumentare l’engagement e la motivazione dei dipendenti,
  • potenziare l’employer branding.

Il capitale umano costituisce un asset strategico, ma necessita di una gestione ottimale. Siete pronti a valorizzarlo?

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