Legal Tech: la rivoluzione digitale applicata al diritto

di Maxime Perotti il 16/09/20
Legal Tech, ossia la trasformazione digitale applicata al settore giuridico. Quali sono le start-up Legal Tech più interessanti? Quali numeri e prospettive ha il mercato italiano?

Cosa si intende con il termine Legal Tech?

Oggi, il digitale sta progredendo costantemente in tutti i settori, ed il campo del diritto non fa eccezione.

L’ingresso della tecnologia nel mondo dei servizi e delle professioni che offrono consulenza legale sta rivoluzionando gli usi nei sistemi giuridici di tutto il mondo.

Attraverso strumenti innovativi, che spaziano dai big data all’intelligenza artificiale, senza dimenticare il machine learning, diverse startup stanno trasformando il panorama giuridico. Queste, assieme ad altri attori, costituiscono la Legal Tech.

Come spiegare il suo grande sviluppo degli ultimi anni?

Vediamo insieme le tendenze e le sfide di un ecosistema destinato a crescere negli anni a venire.

Definizione

Legal Tech rappresenta in primo luogo una tecnologia applicata al contesto giuridico (dal suo equivalente inglese: Legal technology).

Per estensione, Legal Tech designa anche le aziende - quasi sempre start-up - che propongono dei servizi e degli strumenti digitali capaci di trasformare il diritto.

Queste start-up, che occupano un'ampia fetta del mercato giuridico, hanno saputo innovare incorporando le nuove tecnologie più avanzate (Big Data, Blockchain, Intelligenza Artificiale, ecc.)

In un primo momento, queste società offrivano essenzialmente strumenti specifici per i professionisti legali, avvocati in primis, per gestire compiti che richiedevano molto tempo, come la fatturazione, l'archiviazione dei documenti o la contabilità.

Oggi, più in generale, l'obiettivo è di utilizzare l'innovazione digitale per soddisfare qualsiasi esigenza che richieda servizi legali, rivolgendosi sia ai privati cittadini che alle aziende e agli esperti legali.

Grazie alle tecnologie di punta dei nostri tempi, quali big data e machine learning, vengono resi disponibili documenti, procedure o servizi afferenti al diritto, come ad esempio:

  • documenti legali digitalizzati ad accesso libero;
  • procedure legali online (assistenza nell'espletamento delle formalità legali, ecc.);
  • piattaforme per mettere in contatto clienti ed esperti legali;

Ad esempio, tra i servizi legali digitali più diffusi, le Legal Tech propongono la redazione di atti, l'accesso alle informazioni legali, l'assistenza nelle procedure di creazione di un'impresa, ecc.

► Per i giuristi (avvocati, magistrati, ufficiali giudiziari, notai, ecc.), le Legal Tech sono uno strumento utile per realizzare la transizione digitale. Garantiscono ai professionisti prestazioni più elevate, grazie all’automazione di alcune pratiche un tempo svolte manualmente. Gli strumenti a disposizione permettono di:

  • accelerare le decisioni dei tribunali,
  • integrare degli algoritmi predittivi,
  • analizzare contratti e dati,
  • facilitare la gestione aziendale, ecc.

► Per le aziende, le Legal Tech offrono servizi amministrativi e giuridici per quanto riguarda:

  • la fatturazione e la contabilità,
  • l’archiviazione, la creazione di documenti e la firma elettronica con valore legale,
  • le pratiche per la creazione di un’azienda,
  • l’assunzione di dipendenti,
  • la gestione delle paghe,
  • la riscossione delle fatture non pagate,
  • monitoraggio normativo, ecc.

► Per i privati, le soluzioni proposte dalle Legal Tech mirano ad offrire risposte semplici e rapide alle parti in causa, al fine di evitare i costi derivanti dall'utilizzo di un professionista del diritto. L’obiettivo è democratizzare la legge e renderla più egualitaria, in particolare attraverso:

  • il caricamento di documenti legali online,
  • la fornitura di strumenti per intraprendere un procedimento legale senza bisogno di un avvocato,
  • l’ottimizzazione fiscale,
  • le piattaforme online per connettersi con gli avvocati, ecc.

L'espansione nel mondo anglosassone, e in particolar modo negli Stati Uniti, è senza precedenti e dimostra chiaramente come il potenziale di questo settore sia immenso.

Nel 2019, gli investimenti in Legal Tech negli USA hanno raggiunto la cifra record di 1,23 miliardi di dollari.

Bloomberglaw.com

Se questo dato impressiona, a che punto è la Legal Tech in Italia?

La situazione italiana

La Legal Tech in Italia é ancora un’industria agli albori, ma é molto probabile una sua diffusione negli anni a venire.

È complesso avere una stima precisa dei numeri del mercato italiano. Secondo Altalex, quotidiano specializzato nell’informazione giuridica, il settore potrebbe valere al massimo 200 milioni di euro.

Se la crescita degli attori italiani è frenata da problemi normativi, oltreché da una certa resistenza al cambiamento, alcune aziende stanno cercando di imporsi.

Secondo un censimento svolto dall’osservatorio Legal Tech Network, a fine 2019 le start-up attive in Italia erano 39, con un fatturato medio raddoppiato nel giro di tre anni, passato da 300 mila a 600 mila euro.

Se la crescita è evidente, l’Italia rimane molto indietro rispetto ai più importanti Paesi europei. In Francia, ad esempio, le start-up attive nel settore sono più di 200.

le startup legal tech italiane

© legal community.it

Tra le start-up italiane più attive spicca Iubenda, specializzata nella gestione compliance e con un fatturato stimato superiore a un milione di euro.

Lexdo è una piattaforma che semplifica notevolmente le pratiche per la costituzione di un’azienda.

Infine, Kopjra offre soluzioni in grado di proteggere la proprietà intellettuale.

Le aree di intervento delle start-up

Ecco quali sono le principali aree interessate:

Le aree di intervento legal tech

© legal community.it

Come si vede, la maggior parte delle Legal Tech italiane sono “fornitrici di servizi di fiducia”. Si tratta cioè di sistemi in grado di creare, verificare e convalidare firme digitali, posta elettronica certificata, marche temporali, ecc.

Le Reg Tech (Regulation Technology) si occupano invece di compliance e adempimenti normativi.

Il podio è completato dalle aziende operanti nella IP protection.

L’ultimo gradino della top ten, occupato dalle start-up attive nell’IoT, è con tutta probabilità destinato a scalare posizioni negli anni a venire.

Quali prospettive?

Diversamente da quanto avviene per gli altri settori, nell’ambito legale il peso dei software è ancora contenuto. Tuttavia, il Covid 19 ha determinato una crescita significativa della domanda di soluzioni dematerializzate ad alto contenuto tecnologico (smart contract, piattaforme per mettere in contatto via web privati con studi legali, ecc.).

Nonostante la recessione economica, il trend del 2020 suggerisce quindi un cauto ottimismo.

A partire dal 2015 inoltre, ogni anno viene organizzata la Legal Tech Forum, la prima conferenza italiana esclusivamente dedicata al settore, ricca di aziende e ospiti di alto livello.

Inoltre, recentemente è stata creata la Legal Tech Academy, una piattaforma MOOC che permette ai giuristi di formarsi in piena autonomia su tutte le novità tecnologiche del loro settore.

Che cosa hanno realmente da guadagnare le professioni legali e i singoli cittadini da queste innovazioni?

Sebbene permangano alcuni limiti, il settore è in piena espansione e ha un futuro brillante davanti a sé.

Le Legal Tech sono delle opportunità: non rimpiazzano l’essere umano, ma lo completano e lo assistono nei suoi compiti. L’expertise rimane umana, ma le sue capacità sono ampliate grazie alla tecnologia.